Il decreto attuativo del Jobs act sugli ammortizzatori sociali prevede, nell’ambito del contratto di ricollocamento, l’arrivo di voucher di ricollocazione per tutti i disoccupati: cosa sono, come funzionano, come fare domanda, requisiti, importo e decadenza. Ecco la guida
Il Jobs Act ha modificato radicalmente (per alcuni in bene, per molti altri in male) il mercato del Lavoro e il meccanismo di funzionamento degli ammortizzatori sociali.
Nei precedenti articoli abbiamo parlato di Naspi, Asdi, Dis-coll, all’interno di questo pezzo invece ci concentreremo sul contratto di ricollocazione, una misura volta a garantire ai disoccupati italiani servizi di ricerca di un nuovo lavoro.
Secondo quanto stabilito dal decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali, il lavoratore che ha perso il posto di lavoro, previa domanda, avrà diritto a usufruire di un voucher di ricollocazione. L’importo varierà in base ai diversi profili professionali e al grado di difficoltà di ricollocazione e il suddetto voucher potrà essere utilizzato dal soggetto beneficiario per rivolgersi a una struttura pubblica o privata per cercare un lavoro.
Secondo le modifiche stabilite dal CDM del 20 febbraio, il suddetto voucher è ora utilizzabile da tutti i disoccupati, mentre in prima istanza era previsto solo per i casi di licenziamento.
Voucher di ricollocazione: che cos’è?
Il contratto di ricollocazione è regolato dall’articolo 17 del decreto sugli ammortizzatori sociali approvato dal CDM del 20 febbraio 2015.
A livello Europeo il sistema dei voucher di ricollocamento non è certo una novità e viene ampiamente utilizzato da vari Stati Membri. Per quanto riguarda l’Italia invece, il meccanismo è stato usato in via sperimentale da alcune Regioni e solo in casi specifici.
Il decreto attuativo del Jobs Act estende il voucher di ricollocazione a tutti i disoccupati residenti nel territorio nazionale. A finanziarlo saranno le Regioni, attraverso il Fondo per le Politiche Attive del Lavoro, istituito dalla legge n.147 del 2013.
Voucher di ricollocazione: come fare domanda
Il lavoratore disoccupato che vuole accedere al beneficio dovrà rivolgersi a una struttura accreditata per la ricerca del lavoro che lo aiuterà a definire un «profilo di occupabilità». Basandosi su parametri come titoli, esperienza, requisiti, ambito lavorativo ecc. la suddetta struttura stabilirà il grado di difficoltà della ricerca, attribuendo al soggetto beneficiario una «dote individuale di ricollocazione» che egli potrà spendere presso strutture accreditate.
Questa «dote» è appunto il voucher e l’importo dipenderà proprio dal profilo di occupabilità. Più il livello di difficoltà è alto, più salirà l’ammontare della spesa a disposizione del lavoratore.
Una volta ricevuto il voucher il disoccupato potrà scegliere se rivolgersi a un centro per l’impiego o a un’altra struttura. Il voucher verrà incassato da questi ultimi, solo una volta che il beneficiario avrà trovato lavoro.
Voucher di ricollocazione: requisiti
in base al contratto di ricollocazione, il lavoratore dovrà rispettare le seguenti regole e avrà i seguenti diritti:
- il diritto del soggetto a una assistenza appropriata nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore, da parte del soggetto accreditato;
- il dovere del soggetto di rendersi parte attiva rispetto alle iniziative proposte dal soggetto accreditato;
- il diritto-dovere del soggetto a partecipare alle iniziative di ricerca, addestramento e riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali coerenti con il fabbisogno espresso dal mercato del lavoro, organizzate e predisposte dal soggetto accreditato.
Voucher di ricollocazione: decadenza
Il voucher di ricollocamento decadrà nei seguenti casi:
- nel caso di mancata partecipazione alle iniziative previste dal decreto;
- nel caso di rifiuto senza giustificato motivo di una
congrua offerta di lavoro
- in caso di perdita dello stato di disoccupazione.