Conto corrente o conto deposito: le differenze. Quale scegliere?

Claudia Mustillo - Claudia Cervi

10/10/2022

10/10/2022 - 17:54

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Conviene di più il conto corrente o il conto deposito? Quali sono le differenze? La guida completa per scegliere la soluzione migliore tenendo conto dell’aumento dei rendimenti e dell’inflazione.

Conto corrente o conto deposito: le differenze. Quale scegliere?

Conto corrente o conto deposito? In periodi caratterizzati da incertezza e aumento vertiginoso dell’inflazione, la gestione dei soldi e, in particolare, delle spese crea sempre molto stress e tante ansie e preoccupazioni. Si devono prendere decisioni importanti e spesso nel breve tempo e non sempre si ha idea di cosa è meglio fare. Può capitare, per esempio, di dover scegliere tra un conto bancario e un conto deposito. Ma di cosa si tratta e quali sono le differenze principali tra i due?

Conto bancario e conto deposito sono due servizi differenti tra loro. Il primo permette di lasciare la custodia del proprio patrimonio nelle mani di un istituto di credito, con la possibilità di utilizzare il denaro e beneficiare di alcuni servizi scelti in base al contratto; mentre il secondo rappresenta una forma d’investimento a basso rischio e breve termine.

Ecco come scegliere tra conto bancario e di deposito, senza farsi prendere dal panico e dalla fretta ma analizzando i vantaggi di una e dell’altra soluzione in base alle proprie necessità.

Principali differenze tra conto corrente e deposito

Le principali differenze tra conto corrente e di deposito si ritrovano nella finalità, nell’operatività e negli interessi legati ai due servizi.

In modo particolare, il conto corrente permette al titolare di usufruire di diversi servizi tra cui i bonifici, le carte di pagamento e gli assegni, mentre il conto di deposito è piuttosto inattivo e ha la finalità di ottenere un piccolo guadagno, tramite gli interessi, sulla somma depositata. Motivo per cui anche i tassi di interesse saranno diversi per un conto corrente, dove solitamente sono inferiori allo 0,5%, e per un conto di deposito dove possono arrivare anche al 2% (a determinate condizioni).

Per calcolare gli interessi su conto corrente o di deposito basta moltiplicare il tasso di interesse per il capitale e in questo modo si otterrà il guadagno netto.

Conto corrente: cos’è e come funziona?

Attraverso la stipula di un contratto il correntista, ossia il titolare del conto, deposita il denaro all’interno di un istituto di credito, ma comunque può disporre in qualsiasi momento delle somme a suo credito. La fattispecie è disciplinata dall’articolo 1852 del Codice Civile, «Disposizione da parte del correntista»:

Qualora il deposito, l’apertura di credito o altre operazioni bancarie siano regolate in conto corrente, il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito, salva l’osservanza del termine di preavviso eventualmente pattuito.

In generale al conto corrente possono essere associati servizi come:

  • carnet di assegni,
  • domiciliazione delle utenze (RID);
  • carte di credito o di debito.

Oltre alle spese di apertura, gestione e chiusura un normale conto corrente, subisce due tipi di tassazione:

  • l’imposta di bollo pari a: 100 euro l’anno per le persone giuridiche e 34,20 euro l’anno per le persone fisiche (non dovuta in caso di giacenza media inferiore a 5 mila euro);
  • Imposta di bollo pari al 2% sui depositi e sul valore dei titoli;
  • L’imposizione tributaria del 26% sugli interessi maturati.

Il conto corrente, infine, viene identificato da un numero di IBAN, ossia un codice alfanumerico di 27 cifre necessario per effettuare la maggior parte delle operazioni e in generale per controllare accrediti e addebiti.

Conto di deposito: cos’è e come funziona?

Il conto di deposito è un contratto simile al conto corrente, ma con minori funzionalità. Infatti questo viene scelto per depositare una somma di denaro e ottenere in cambio un piccolo guadagno. Per questo si tratta di uno strumento di investimento di breve periodo e di basso rischio. A differenza di un conto corrente, poi, il deposito permette una operatività limitata al versamento e prelievo, escludendo quindi bonifici e altri strumenti. In generale i conti di deposito si appoggiano a dei conti correnti (conto d’appoggio) tramite cui effettuare versamenti e prelievi.

Il conto di deposito può essere:

  • libero, quando il titolare può accedere e utilizzare la somma di denaro depositata in qualsiasi momento desideri;
  • vincolato, quando i risparmi possono essere ritirati solamente alla scadenza del vincolo, scelto per contratto, che può variare da 1 a 72 mesi.

Chiaramente il vincolo viene remunerato con interessi maggiori, ma vi sono anche penali molto alte per chi ritira il deposito prima della data di scadenza prevista. È possibile aprire un conto di deposito anche online senza costi di apertura, gestione o chiusura; facendo attenzione al momento della stipula del contratto a eventuali altri costi previsti, come ad esempio quelli legati all’apertura di un nuovo conto corrente legato al deposito.

Cosa scegliere tra conto corrente e conto di deposito?

Quale scegliere? È evidente che bisogna valutare le necessità e i bisogni. Se si ha una somma di denaro inutilizzata che si vuole far fruttare è chiaro che la scelta migliore potrebbe essere l’apertura di un conto di deposito: sebbene a seguito dell’aumento dei tassi di interesse, quasi tutti gli istituti di credito abbiano alzato i tassi offerti sui conti deposito vincolati con scadenze medio-lunghe, i rendimenti non coprono l’inflazione, che di recente ha sfiorato il 9%: i conti deposito più redditizi arrivano al 2% o al massimo al 4% lordo annuo (che equivale al 2,96% netto).

Il rendimento dei conti deposito resta quindi inferiore a quello dei titoli di Stato italiano di pari durata: un BTp 2,65% con scadenza a dicembre 2027 rende circa il 3,53% annuo al netto di tasse e commissioni.

Se invece si cerca un luogo dove accreditare lo stipendio sicuramente la scelta migliore resta il conto corrente.

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