Conto corrente, aumentano i costi: ecco come e dove risparmiare

Chiara Esposito - Caterina Gastaldi

24/09/2022

24/09/2022 - 12:09

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L’aumento dei costi si abbatte anche sui conti corrente, che vanno ad aggiungersi a quelli dell’energia. Ma ci sono anche modi per risparmiare.

Conto corrente, aumentano i costi: ecco come e dove risparmiare

Complice anche l’effetto dell’inflazione, nell’ultimo anno i costi di mantenimento e gestione dei conti correnti sono aumentati, andando a pesare particolarmente su pensionati e famiglie, senza invece avere effetti troppo evidenti per le proposte pensate per i giovani, che possono anche contare su alcune agevolazioni, a seconda della banca a cui ci si rivolge.

Questo trend, che è stato anche sottolineato dall’ultimo report dell’associazione Altroconsumo, ha portato la necessità, o quantomeno il desiderio, per molti correntisti di cercare soluzioni per risparmiare andando a evitare le spese più o meno inutili e cercare offerte migliori, su breve o lungo periodo, magari anche andando a cambiare il proprio conto corrente o banca.

Se è vero che i costi sono aumentati, è anche importante sottolineare che le realtà online, in particolare quelle considerate non tradizionali e senza sportelli fisici, permettono un risparmio non indifferente ai propri clienti.

Cosa cambia per pensionati e famiglie

Grazie alla banca dati di Altroconsumo e all’analisi comparata condotta dalla redazione de L’Economia del Corriere fra circa 400 conti correnti, sono state confrontate le tariffe del 2022 con i rispettivi valori registrati nel 2021. L’indagine è stata condotta sulla base di tre profili tipo del correntista individuati dalla Banca d’Italia: giovani, famiglie e pensionati. Questi ultimi due bacini d’utenza hanno visto conti correnti più salati.

Come si legge nel report, «l’Indicatore dei costi complessivi annui (Icc) nei conti online è salito del 13% a 78 euro per i pensionati con operatività media (189 operazioni all’anno) e del 12% a 87 euro per le famiglie con operatività media (228 operazioni)».
Nel caso dei conti correnti va inoltre aggiunta l’imposta di bollo da 34,20 euro per le giacenze sopra i 5mila euro.

Quale banca scegliere?

L’aumento dei prezzi si fa sentire più facilmente su famiglie e pensionati per diverse ragioni, tra cui: conti correnti più ricchi in media, e un lungo periodo da clienti. Non è raro che una banca offra sconti e opzioni più allettanti, con costi inferiori per i primi mesi o anni, per i clienti nuovi, mentre chi si trova da più di 10 anni con la stessa banca avrà facilmente canoni maggiori.

Ad esempio, di media i conti aperti da più di 10 anni costano 113,50 euro l’anno mentre i conti aperti nell’ultimo anno costano solo 54 euro.

Un’opzione in questo caso è quella di rivolgersi direttamente a un’altra banca, oppure cercare una soluzione senza dover andare a spostare il proprio conto corrente, opzione da tenere in considerazione in particolare per i clienti dei seguenti istituti bancari. Infatti Altroconsumo ha pubblicato anche il dettaglio del comportamento delle singole banche e fra quelle che hanno aumentato l’Icc (ovvero l’Indicatore dei costi complessivi annui (Icc)) troviamo:

  • Unicredit;
  • Banco Bpm;
  • Crédit Agricole;
  • Bper;
  • CheBanca;
  • illimity.

Le motivazioni degli aumenti sono differenti, per esempio Unicredit ha scelto di aumentare il canone annuo di un euro al mese mentre illimity si è concentrata sul servizio di versamento del 2% di contanti al supermercato (Viacash). Banco Bpm ha sostituito il conto You Welcome New con il conto You che sarebbe a causa del canone Bancomat (24 euro) e CheBanca! infine ha puntato sul conto digital introducendo delle nuove carte di credito, più costose.

Tra quelle che invece l’hanno mantenuto stabile spicca il Monte dei Paschi di Siena, banca pubblica e fra le banche che hanno ridotto l’Icc troviamo:

  • Credem;
  • Bnl;
  • Intesa.

Tutto tace per i giovani, perché?

Ben diverso invece il caso dei giovani che, essendo per loro stessa natura i futuri clienti «dominanti» delle banche, vengono oggi tutelati e trattati con un occhio di riguardo da tutti gli istituti di credito. Per loro infatti il costo medio con i conti tradizionali è di 71 euro (+1% rispetto al 2021) o 23 euro per i conti online (prezzo invariato rispetto all’anno scorso).

Per le nuove generazioni insomma le banche più convenienti sono, in ordine:

  • Intesa Sanpaolo;
  • Crédit Agricole;
  • N26;
  • Banca Mediolanum.

Ulteriore agevolazione sempre per i più giovani: i costi allo sportello sono diminuiti del 5%. Questa scelta può anche essere legata a una importante differenza generazionale: i giovani si sentono più a loro agio a scegliere banche non convenzionali, quindi senza sportelli fisici, e utilizzare maggiormente opzioni come l’home banking e le applicazioni per la gestione del conto corrente. Diminuendo i costi allo sportello per questa categoria di clienti, le banche puntano sull’invogliare a utilizzarli.

Banche più piccole e online

I correntisti dovrebbe anche essere consapevoli di un’altra importante informazione: i colossi bancari di media si fanno pagare di più rispetto alle realtà più piccole, indipendentemente dal fatto che i servizi forniti siano online e offline.

Il consiglio, in linea generale, dunque è spostarsi verso l’online e, prima di tutto, cambiare servizio, scegliendo possibilmente opzioni offerte da realtà definite “non convenzionali” e quindi senza sportelli fisici, come Banca Sistema e Widiba, e istituti come Webank, Fineco ed HelloBank!.

Il modo più semplice per valutare poi caso per caso basta dare uno sguardo al “Riepilogo annuale delle spese”, un documento che riporta movimenti, spese e condizioni del conto dell’anno appena concluso e che viene inviato a ogni utente verso gennaio o febbraio per posta oppure online nell’apposita sezione dell’home banking.

Valutando così i costi e soprattutto conoscendo le proprie abitudini di consumo è possibile salvaguardare davvero i propri risparmi e decrementare l’eventuale effetto degli ultimi rincari.

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