Ieri Wall Street ha chiuso con rialzi molto incoraggianti (Dow Jones +2%), spingendo anche i mercati asiatici verso l’alto (Tokyo +2%). In un clima di ritrovata fiducia nel breve periodo, nemmeno il declassamento di Moody’s sulla Grecia (a junk) è riuscito a contenere la voglia di ripresa delle valute high-risk. Ora gli investitori stanno valutando con maggiore calma le manovre finanziarie varate dai governi europei per rientrare dai pericolosi deficit di bilancio. L’ottimismo sta iniziando a prevalere sui mercati sulla paura e l’incertezza. In un clima di ritrovato interesse per il rischio non possono che beneficiarne le valute high-risk, come euro, sterlina e dollaro australiano. Tra l’altro c’è da notare come l’analisi del COT rilevi un cambio di rotta sulle posizioni nette dei grandi investitori istituzionali (ora solo il 12% è ribassista sull’euro) e ciò potrebbe pian piano contribuire a una ripresa ancora più robusta della divisa europea e delle altre high-yield. Ieri intanto il dato sull’Empire State Manufacturing si è dimostrato per l’undicesima volta consecutiva in salita, mostrando che il settore manifatturiero negli USA è in netta ripresa. Sull’Euro/Dollaro mi aspetto un breakout deciso di 1,2350 per un target di brevissimo poco sotto 1,24 e poi con approdo in area 1,2450. Soltanto sotto 1,23 potrebbe tornare la negatività sul cambio per un target compreso tra 1,2170 e 1,2150.
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