Continua l’ascesa dell’euro e delle altre valute high-yield

Nicola D’Antuono

9 Luglio 2010 - 09:46

Continua l’ascesa dell’euro e delle altre valute high-yield

Ieri la Bce ha confermato il tasso di riferimento per il costo del denaro all’1% senza sorprese per il mercato. Il clima sull’azionario è positivo e ciò ha influito sull’ascesa dell’euro e delle altre valute high-yield (come sterlina e dollaro australiano) a discapito soprattutto di dollaro australiano e yen. La divisa europea continua a essere molto forte contro le majors e il cambio Eur/Usd ha raggiunto anche area 1,2720. Dai minimi di area 1,1880 di inizio giugno, il cambio ne ha fatta di strada recuperando parecchio contro il biglietto verde. Tuttavia, per i prossimi mesi, mi sembra difficile poter pensare a una valuta europea improvvisamente orientata solo al rialzo. Più probabile, invece, che la corsa dell’euro si fermi sulla soglia psicologica di area 1,30 o al massimo sulla resistenza statica presente sul daily chart a 1,31. Ciò che potrebbe far cambiare definitivamente il trend di questo cambio è solo un netto peggioramento delle prospettive per la locomotiva economica statunitense e magari un taglio del rating sul debito sovrano. Ipotesi queste che al momento sono molto lontane dal potersi concretizzare, anche se l’economia a stelle e strisce potrebbe avere dei grossi problemi nei prossimi mesi come testimoniano gli ultimi dati macroeconomici pubblicati. L’altro elemento in grado di influenzare il cambio è l’andamento dell’azionario: se il clima di fiducia resta positivo, l’euro potrebbe quantomeno stabilizzarsi in una fascia di prezzo compresa tra 1,30 e 1,25. Di converso, un improvviso deterioramento del sentiment sul mercato rischierebbe di far ritornare a galla i vecchi fantasmi e riportare la divisa europea (e le altre high-yield currencies) in un contesto di vendite generalizzate.