Congedo di paternità: tutte le norme in vigore nel 2014. Guida e novità

La riforma Fornero ha rivoluzionato anche il congedo di paternità, istituendo delle nuove norme entrate in vigore tra il 2013 e il 2014.

In particolare, il padre avrà diritto ad un giorno di congedo obbligatorio e a due giorni di congedo facoltativo entro i primi cinque mesi dalla nascita del figlio, grazie alla legge n.92 del 28 giugno del 2012, che ha introdotto in via sperimentale e per tre anni (2013-2015) le nuove misure a sostegno della genitorialità.

Ma vediamo nel dettaglio a chi spetta, quando e come fare domanda.

Congedo di paternità: a chi spetta

L’INPS chiarisce che possono usufruire del congedo di paternità quei padri che devono affrontare determinati eventi che riguardano la madre del bambino, sia che essa sia lavoratrice o non lavoratrice.
In particolare, la legge n.92 prevede che il congedo di paternità spetta in caso di:

  • morte o grave infermità della madre. La morte della madre dev’essere attestata mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; la certificazione sanitaria comprovante la grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’Inps, allo sportello oppure a mezzo raccomandata postale,
  • abbandono del figlio da parte della madre. L’abbandono (o mancato riconoscimento del neonato) da parte della madre dev’essere attestato mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica,
  • affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 155 bis cod. civ.). L’affidamento esclusivo dev’essere comprovato allegando alla domanda telematica il provvedimento giudiziario con il quale l’affidamento esclusivo è stato disposto oppure la dichiarazione di responsabilità contenente gli estremi del provvedimento giudiziario ed il tribunale che lo ha emesso,
  • rinuncia totale o parziale della madre lavoratrice al congedo di maternità alla stessa spettante in caso di adozione o affidamento di minori. La rinuncia è attestata dal richiedente mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica.

Nei seguenti casi il congedo decorre dalla data in cui si verifica uno degli eventi appena elencanti e temporalmente coincide con il congedo di maternità. Nel caso in cui la madre NON sia una lavoratrice il congedo di paternità avrà una durata massima di tre mesi, mentre se si verifica un parto prematuro con ricovero del bambino, il congedo può essere differito alla data di ingresso nella struttura.

Possono accedere al beneficio i padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari; che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio,
  • per eventi parto, adozione e affidamenti avvenuti a partire dal 1°gennaio 2013.

Congedo obbligatorio e congedo facoltativo

Secondo la legge n.92 del giugno 2012 il padre lavoratore dipendente ha diritto a due tipi differenti di congedo:

  • congedo obbligatorio: entro cinque mesi dalla data di nascita del bambino il padre è obbligato ad astenersi dal lavoro per un giorno (a prescindere dal congedo della madre) nel quale avrà diritto al 100% della retribuzione.
  • Congedo facoltativo: entro cinque mesi dalla nascita del bambino il padre potrà astenersi dal lavoro per altri due giorni, continuativi e non, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. Anche in questo caso l’indennità sarà pari al 100% della retribuzione.

Come fare domanda?

Le modalità di presentazione della domanda di congedo di paternità sono due:

  • nel caso di pagamento a conguaglio, il padre dovrà comunicare in anticipo (almeno 15 giorni prima) al proprio datore di lavoro le giornate in cui intende usufruire del congedo e, in caso di parto, la data prevista per la nascita del bambino;
  • nel caso di pagamento da parte dell’INPS, la domanda dovrà essere presentata agli uffici dell’istituto o tramite patronato, mediante l’utilizzazione del modello che l’Inps ha appositamente predisposto.

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