Compounding effect: cosa è e come funziona

Cosa è il Compounding Effect, come funziona e perché occorre tenerne conto in una strategia di trading multiday. Ecco una guida completa al funzionamento di questo effetto matematico che si manifesta su alcuni prodotti derivati come i Certificate o gli ETP a leva fissa qualora questi vengano detenuti in portafoglio per due o più giorni di mercato

Compounding effect: cosa è e come funziona

Il compounding effect è un effetto matematico che si manifesta su alcuni prodotti derivati come i Certificate o gli ETP a leva fissa qualora questi vengano detenuti in portafoglio per due o più giorni di mercato.

Anche chiamato effetto dell’interesse composto, il compounding effect è dovuto al metodo di calcolo che sta alla base del conteggio della leva finanziaria dello strumento, che viene ricalcolata ogni giorno sul prezzo di chiusura dell’asset di riferimento del giorno lavorativo precedente.

Proprio per queste sue caratteristiche, il compounding effect può determinare uno scostamento significativo fra la performance dell’attività finanziaria sottostante e quella del Certificate stesso. Vediamo nel dettaglio cosa è e come funziona il compounding effect.

Compounding effect: cosa è e come funziona

Il Compounding Effect è un effetto matematico presente negli strumenti derivati a leva fissa, siano essi certificate o ETP (Exchange Traded Product, tipicamente ETC o ETF) dovuto al ricalcolo su base giornaliera della leva incorporata nella struttura costruita dall’emittente. Questa dinamica si manifesta soltanto se il prodotto viene tenuto in portafoglio per due o più giorni di negoziazione.

Alla base dell’effetto compounding vi è il ricalcolo giornaliero del rendimento, detto anche ‘meccanismo di restrike’, che viene effettuato sulla base della chiusura dell’asset finanziario sottostante del giorno lavorativo precedente.

Come conseguenza, la performance degli strumenti a leva fissa (ETP e certificati), detenuti oltre un giorno di mercato, può differire sensibilmente dalla performance del sottostante moltiplicata per la leva (positiva o negativa). A volte questa differenza può essere positiva, altre volte invece potrà aver un impatto negativo sulla performance dello strumento utilizzato.

La differenza con l’interesse semplice

Il principio alla base dell’effetto compounding è che i profitti o le perdite generati o subite in un determinato periodo si sommano alla base sulla quale sono calcolati i rendimenti del periodo successivo (interesse composto).

Al contrario, se si trattasse di interesse semplice, l’interesse è lo stesso in ogni periodo, in quanto il capitale investito viene sempre utilizzato come base su cui calcolare i rendimenti. Con l’interesse composto, invece, gli interessi maturati sono sommati all’importo di base per il periodo successivo.

Grazie agli effetti cumulativi, il rendimento relativo a qualsiasi periodo specifico dipenderà dai guadagni percentuali (o dalle perdite) per quel periodo, più eventuali guadagni (o perdite) accumulati sull’investimento iniziale.

Compounding effect: effetti su strumenti a Leva fissa

I prodotti a Leva fissa, siano essi Certificate o ETP, si addicono ad uno stile operativo di breve e brevissimo termine. Chi opera utilizzando questi strumenti deve tenere in considerazione le insidie che presente il noto effetto compounding.

Il compounding effect infatti lavora a favore dell’investitore nelle fasi di forte trend (se il sottostante si muove nella medesima direzione prevista). Per esempio, se un investitore detiene un Certificato a leva rialzista beneficia delle fasi di crescita del sottostante, mentre chi detiene un Certificato a leva short beneficia delle fasi di forte tendenza ribassista.

Nelle fasi laterali di mercato, quando l’attività sottostante registra movimenti contenuti sia al rialzo che al ribasso, il compounding effect penalizza chi detiene un Certificato a Leva per un prolungato periodo di tempo.

Certificati a leva fissa: gli effetti di volatilità e direzionalità del sottostante

Il Compounding effect lavora a favore dell’investitore nelle fasi di forte trend (se il sottostante si muove nella medesima direzione prevista); se, ad esempio, un investitore detiene un Certificato a leva rialzista beneficia delle fasi di crescita dell’attività finanziaria sottostante, mentre chi detiene un Certificate a leva beneficia delle fasi di forte tendenza ribassista.


Esempio 1: mercato direzionale, fase rialzista. Elaborazione Ufficio studi Money.it

Nell’esempio di cui sopra il benchmark ha registrato una performance rialzista del +3% per 4 sedute consecutive, equivalente ad un rendimento cumulato del 12,55%. A rigor di logica un Certificate long con leva 2x avrebbe dovuto ottenere una performance pari al doppio, cioè del 25,1%. Invece il risultato finale è uguale a 26,25%, cifra che comprende l’extra-performance dovuta all’effetto dell’interesse composto, in questo esempio pari a 26,25-25,1 = 1,15 per cento.

Viceversa nelle fasi laterali, quando il prezzo o la performance del benchmark sono oggetto di movimenti contenuti sia al rialzo che al ribasso, il Compounding effect penalizza chi detiene un Certificato a Leva per un prolungato periodo di tempo.


Esempio 2: mercato laterale. Elaborazione Ufficio studi Money.it

Nel caso in cui il benchmark oscilli per 4 sedute consecutive fra il +3% e il -3% mi aspetterei che la performance del Certificate oscilli intorno allo zero. In questo caso l’effetto dell’interesse composto agisce negativamente sul montante e il Certificate a Leva infatti ha perso più del doppio rispetto a quanto fatto registrare dal benchmark. In questo esempio la sotto-performance del certificato è pari a -0,36-0,72=0,36 per cento.

Come ridurre il Compounding effect su strumenti a leva fissa

Per mitigare le ricadute dell’Effetto compounding sul proprio investimento in strumenti a leva è opportuno rivedere all’inizio di ogni seduta la propria posizione, incrementandola o diminuendola al fine di riportarla in linea con la propria strategia di trading.

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