La Commissione Europea ha dichiarato oggi che l’economia europea subirà nell’anno in corso una contrazione dovuta alla crisi del debito sovrano. La crisi riguarderà soprattutto Italia e Spagna, che vedranno aprirsi delle crepe nelle loro economie a causa del tentativo di fuggire dalla crisi del debito.
Secondo la Commissione Europea l’economia dei diciassette paesi memebri dell’unione monetaria subirà una contrazione dello 0,3%. In questo modo, la Commissione abbandona la stima dello scorso novembre che prevedeva una percentuale di crescita dello 0,5%.
Il commissario europea agli affari economici e monetari Olli Rehn ha dichiarato che «l’area dell’euro è entrata in una lieve recessione», aggiungendo che «le prospettive sono peggiorate e i rischi per le prospettive di crescita rimangono ampi, ma ci sono comunque segni di stabilizzazione.»
Con i paesi lungo il bacino del Mediterraneo afflitti da un debito elevato e da una bassa competitività, le differenze all’interno di quella che dovrebbe essere un’economia unificata continentale sono diventati più pronunciate, secondo le dichiarazioni della Commissione Europea.
Il downgrade di crescita va di pari passo con una previsione di inflazione più elevata, potenzialmente limitando il campo di azione della Banca centrale europea per un ulteriore taglio del tasso di interesse principale dall’1%. Secondo la stima, l’inflazione raggiungerà il 2,1%, superando il limite fissato dalla banca centrale al 2%.
La Grecia ha incontrato il più forte downgrade, con la contrazione di quest’anno ora rivista al 4,4% rispetto al 2,8% del mese di novembre. L’economia del Portogallo si ridurrà del 3,3 per cento, rispetto alla precedente previsione del 3%. L’Irlanda, al contrario, crescerà dello 0,5%, in espansione per il secondo anno consecutivo.
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