Scopriamo come diventare Bitcoin «miner» e come unirsi alle pools già esistenti per riempire i nostri wallet di monete elettroniche.
Negli scorsi articoli vi abbiamo spiegato come creare e gestire il vostro conto Bitcoin. Oggi vogliamo concentrarci sul fantomatico processo di mining, sistema di «estrazione» della moneta virtuale che tra incertezze ed euforia rappresenta la vera corsa all’oro dei giorni nostri. Vi mostreremo come utilizzare il vostro computer per diventare miner e come unirsi alle pools (letteralmente «piscine», ossia gruppi di minatori che condividono i propri hardware per aumentare le probabilità di estrazione) già esistenti. Ma andiamo con ordine.
Che cos’è il mining?
Per mining si intende l’utilizzo di software specializzati installati sul proprio hardware per risolvere equazioni matematiche ottenendo un determinato quantitativo di Bitcoin. Nello specifico, il software dedicato processerà in maniera autonoma una serie di verifiche su tutte le transazioni Bitcoin registrate, convalidando i movimenti e contribuendo dunque alla sicurezza delle transazioni. DI conseguenza, maggiore è il numero di miner attivi, più sicuro si rivelerà l’intero network Bitcoin.
Ad intervalli di tempo predefiniti, il sistema immetterà nuove valute che posso essere estratte una volta risolte e convalidate tutte le transazioni di un «blocco». Allo stesso modo, sarà possibile guadagnare grazie alla tassa sulla transazione che spetterà al miner che l’ha convalidata. Maggiore è la potenza di calcolo del proprio hardware, maggiore sarà il contributo ai processi di estrazione, con guadagno proporzionale al contributo fornito nelle pools di cui vi parleremo a breve.
L’evoluzione del processo di mining dal 2009 a oggi
In origine, i minatori utilizzavano la potenza computazionale delle proprie unità CPU per le loro estrazioni. Ben presto però la velocità di calcolo delle CPU divenne obsoleta, portando i miners a utilizzare le proprie schede grafiche per assolvere al peso dei calcoli, in grado di operare tra le 50 e le 100 volte più velocemente rispetto alla CPU e consumando meno potenza per unità di lavoro. Col l’ascesa del mercato BitCoin, nel 2011 è nata una industria ad hoc dedita all’utilizzo di hardware specifici ottimizzati per il processo di mining. Fu così possibile comprare hardware specializzati da compagnie quali Butterfly Labs per ottimizzare i propri consumi.
Oggigiorno la tecnologia più utilizzata è quella dei circuiti ASIC (application specific integrated circuit), pensati per risolvere esigenze di calcolo ben precise. I sistemi che utilizzano gli ASIC ottengono potenze di calcolo nettamente superiori a quelle di CPU o GPU, con consumi decisamente ridotti. Più di una compagnia si è specializzata nella creazione di ASIC ottimizzati per l’estrazione dei BitCoin, e online c’è l’imbarazzo della scelta.
Ho capito in cosa consiste il mining, come posso cominciare concretamente la mia estrazione?
Una volta predisposto un hardware per il mining, il prossimo passo sarà quello di scaricare un software gratuito che si occuperà di tutti i processi di calcolo. Ci sono innumerevoli programmi in cui registrare le proprie attività di estrazione, ma EasyMiner, BFGMiner e CGMiner sono tra i più utilizzati e semplici da configurare.
Una lista dei principali può essere consultata a questo indirizzo. Scegliete dunque il software a voi più congenito, scaricate e installate l’esecutivo e procedete alla registrazione.
L’unione fa la forza: le mining pools
Le mining pools consistono in gruppi di utenti minatori che si organizzano per lavorare assieme, unendo le energie dei propri hardware nel tentativo di massimizzare l’eventuale profitto. Così facendo, la potenza di calcolo impiegata in un determinato «blocco» sarà maggiore, con conseguente risoluzione in tempi più rapidi. Maggiore il contributo apportato al pool di cui si è entrati a fare parte, maggiore sarà la «fetta» di BitCoin che ci spetterà a operazioni risolte.
Nel remoto caso in cui decidessimo di non prendere parte a una pool, il rischio sarà quello di impiegare verosimilmente per più di un anno il nostro hardware (con conseguente bolletta della luce alle stelle e un indefinito numero di schede video bruciate) senza collezionare un solo BitCoin.
Prender parte a una pool di miners è senza dubbio la soluzione più logica in termini di tempo/risorse hardware impiegate e profitto: l’unione fa la forza, e grazie ai pools sarà possibile ottenere la propria fetta di guadagno in tempi decisamente più rapidi. Di seguito potete consultare una lista che mette a confronto le mining pools esistenti.
Tutti i vostri guadagni conseguenti alle operazioni di mining verranno poi trasferiti nel wallet grazie al vostro codice identificativo personale. Per maggiori informazioni non dimenticatevi di consultare la nostra guida su come inviare e ricevere pagamenti attraverso il wallet.
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