Come aiutare Beirut con una donazione per l’emergenza in Libano

Beirut e il Libano sono in ginocchio sotto il peso della recente esplosione, acuita da una grave crisi economica, politica e sociale. Ecco come sostenere la città tramite una donazione.

Come aiutare Beirut con una donazione per l'emergenza in Libano

Ora diventa fondamentale aiutare Beirut a rialzarsi.

Le immagini hanno fatto il giro del mondo: una grande esplosione lo scorso martedì ha riportato alla luce le difficoltà del Libano, già in ginocchio sotto il peso del collasso economico, disordini politici e incertezza sociale, e dell’aumento dei contagi da COVID-19.

Lo scorso 4 agosto 2020 una forte esplosione in un magazzino sul lungomare del porto di Beirut, in Libano, ha scatenato il panico. Le vittime accertate sono almeno 200, i feriti 5.000. In 300.000 sono rimasti senza casa e la zona portuale della capitale è stata distrutta per danni stimati tra i 10 e i 15 miliardi di dollari.

Il Libano è tornato, purtroppo, al centro del mondo, riportando alla luce tutta la fitta trama della lotta tra fazioni che da sempre accompagna la storia libanese: Hezbollah è stato accusato di implicazioni sospette con lo stoccaggio di armi, rianimando le paure israeliane di rappresaglie in nome della conquista sciita contro gli ebrei. E mettendo in allerta anche l’Iran.

E poi ci sono gli occhi attenti di Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita: attori in Medio Oriente che non possono permettersi un caos senza fine in Libano. Troppi protagonisti verrebbero coinvolti in quello scacchiere mediorientale complesso e culla della guerra alle risorse, del terrorismo, delle rivendicazioni sena fine tra Israele e Palestina.

Come aiutare Beirut

L’onda d’urto non ha solo spazzato via numerose vite, ma ha reso senzatetto decine di migliaia di persone. Gli edifici ancora in piedi non sono sicuri e la crisi politica ed economica impedisca al Libano di gestire l’emergenza.

Grave è anche l’incertezza sociale: i giovani non trovano lavoro e non si fidano del futuro e il Paese, un tempo conosciuto come la Svizzera del Medio Oriente, è caduto anch’esso nel baratro della corruzione, che rende la classe politica incapace ad agire come necessario in questo momento.

La rabbia della popolazione è proprio rivolta all’intera squadra dei ministri: tutti sono da considerare colpevoli, per le loro mancanze, di quanto accaduto. Devono andare via e consentire un nuovo inizio.

Il governo libanese si è dimesso, si resta in attesa di (possibili) nuove elezioni ma è urgente agire subito. Per questo si fa frenetica la ricerca di un nome che prenda la guida del Paese al più presto, con l’appoggio di tutte le forze interne e le potenze internazionali.

Si parla dell’ex premier, Saad Hariri, che prese il potere nel 2016, anche con la benedizione del gruppo Hezbollah. Potrebbe, quindi, ricondurre tutti all’accordo, anche se 4 anni fa Stati Uniti e Arabia Saudita non gradirono la nomina unanime di Hariri, proprio per timore che il Partito di Dio prendesse troppo potere sul territorio.

Intanto, il Parlamento ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza, che consente all’esercito di limitare la libertà di parola, la libertà di riunione e la libertà di stampa, nonché di entrare nelle case e arrestare chiunque sia ritenuto una minaccia alla sicurezza.

Il quadro libanese resta complesso e drammatico, sia per le fragilità politiche che sociali. E, naturalmente, economiche.

Nonostante alcuni aiuti internazionali siano già stati annunciati, in queste situazioni alla gente comune arriva poco e niente. Così, Money.it ha deciso di sostenere una raccolta fondi ideata da IlGiornale.it, che ha contattato monsignor Matthias Charles Mrad, vicario patriarcale dell’eparchia di Beirut dei siro cattolici, impegnato nella gestione civile delle conseguenze dell’esplosione, per prima cosa accogliendo molti sfollati all’interno delle chiese.

Chi volesse sostenere questa opera di assistenza può inviare una donazione tramite l’Iban e le coordinate qui riportate:

LB17007500000001140A72559800

Causale: L’Italia per il Libano
Nome del titolare: Charles Georges Mrad
Nome della banca: Bank of Beirut
Indirizzo: Bob – Palais de Justice Branch
SWIFT: BABELBBE

La stessa causale può essere utilizzata per inviare un contributo a:

VA35001000000048616001
Nome del titolare: Chiesa S. Maria in Campo Marzio
Conto: 48616001
BIC: IOPRVAVX o IOPRVAVXXXX

Grazie mille a chi deciderà di unirsi a Money.it in questa iniziativa.

Note:

Dopo la segnalazione di alcune problematiche riscontrate nell’invio delle donazioni abbiamo proceduto con l’aggiornamento del precedente codice iban LB04005300CAUSD0039015882001. Ci scusiamo per il disagio.

Argomenti:

Libano

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