Come si ricicla la plastica

13 aprile 2021 - 14:34 |

Come avviene il riciclo della plastica: dalla raccolta allo smistamento, dai centri di riciclo alle imprese utilizzatrici. Ecco tutte le fasi di lavorazione del materiale per il suo riutilizzo nel processo produttivo.

Come si ricicla la plastica

La plastica è un materiale versatile che può essere riciclato per favorire la trasformazione in nuova risorsa da reinserire nel ciclo produttivo. Ogni cittadino svolge un ruolo importante nella differenziazione dei rifiuti domestici e il comportamento delle persone può fare la differenza.

In casa, per esempio, sono presenti numerosi oggetti in plastica e molte confezioni di alimenti sfruttano questo materiale per gli imballaggi. La corretta raccolta dei rifiuti consente di riciclare la plastica per ottenere nuove risorse produttive.

Come si ricicla la plastica: dalla raccolta al riutilizzo, ecco in quali modi possiamo impiegare le bottiglie di acqua già utilizzate o i flaconi dei detersivi vuoti.

Come riciclare la plastica

La raccolta differenziata in Italia è gestita dai singoli Comuni e si svolge con modalità differenti nelle differenti Regioni. Il primo passo per riciclare la plastica e per trasformarla in una nuova materia prima è proprio quello di effettuare una corretta differenziazione dei rifiuti che si accumulano in casa o in azienda, avendo cura di gettare l’immondizia nell’apposito cassonetto.

Corepla - il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica - promuove e invita i cittadini a effettuare la raccolta differenziata, oltre a riconoscere ai Comuni i costi sostenuti per praticarla e assicurare il recupero del materiale.

Gli imballaggi in plastica raccolti dagli operatori comunali vengono scaricati in appositi centri di selezione, dove vengono trascinati da un macchinario trasportatore per il disimballaggio e per la macerazione.

Il processo di riciclo degli imballaggi PET

Il processo di riciclo della plastica si compone di diverse fasi:

  • la vagliatura, che permette l’eliminazione dello scarto fine inferiore a 50mm;
  • l’aspirazione, che separa film e sacchetti di polietilene e plastiche miste dai contenitori per liquidi e da altri imballaggi più pesanti;
  • la selezione del materiale per polimero, ovvero per tipologia di plastica (o per colore). A questo punto avviene uno smistamento: i materiali in PET (per lo più bottiglie di plastica) vengono sollevati dall’aria e condotti su un altro nastro trasportatore, mentre i flaconi di HDPE cadono nell’interruzione tra i due nastri e proseguono il loro percorso. Un secondo gruppo di detettori a raggi infrarossi distingue poi gli imballaggi sulla base del loro colore, dapprima distingue quelli azzurri dagli altri, e poi prosegue differenziando quelli colorati. Al termine del passaggio, per esclusione, rimangono gli imballaggi trasparenti;
  • controllo manuale da parte di operatori specializzati, che verificano il corretto smistamento degli imballaggi.

Gli imballaggi escono dal macchinario sotto forma di balle di PET trasparente azzurrato o colorato, HDPE, film e mix poliolefine. In questo modo i materiali possono essere venduti direttamente da Corepla agli impianti di riciclo tramite aste telematiche.

Una volta assegnate al centro di riciclo, le balle PET vengono aperte e posizionate sul nastro trasportatore per essere nuovamente inserite in un processo di riciclo. Si parte con il prelavaggio degli imballaggi in un mulino con acqua calda a 90° in modo da eliminare le impurità superficiali (per esempio le etichette).

Alcuni detettori ottici verificano poi la qualità degli imballaggi in uscita, verificando e scovando eventuali contenitori PVC residui, mentre un metal detector scarta i metalli (per esempio le lattine). Al termine del controllo da parte dei macchinari, viene effettuato un ultimo controllo manuale da parte di operatori specializzati.

Si giunge, quindi, alla fase della macinatura, che si distingue in due momenti:

  • il primo macinatore, fatto di lame ruotanti in acqua calda, riduce le bottiglie a una pezzatura di 20mm. Queste scaglie di PET vengono poi sottoposte a un sistema di lavaggio a tre stadi, per distinguere le scaglie PET da quelle HDPE (dovute a residui di tappi di bottiglia). La fase successiva è la centrifuga, che permette di rimuovere la maggior quantità di acqua possibile dai pezzettini di PET. Si arriva, infine, all’asciugatura;
  • il secondo macinatore, invece, riduce ulteriormente i materiali in scagliette di 8 mm (chiamate flakes di PET). Le scaglie ottenute vengono avviate nell’ultima fase del riciclo, la polverizzazione, che con un sistema di aspirazione dall’alto consente di eliminare eventuali residui di polvere.

I flakes vengono quindi inviati ai silos omogenizzatori, dove vengono continuamente movimentati. Il processo di riciclo del PET, infine, si conclude con un ultimo esame effettuato nel laboratorio interno, dove vengono effettuati numerosi controlli di qualità sui materiali in uscita dall’impianto.

Il processo di riciclo HDPE e PE/PP

Il processo di riciclo degli imballaggi HDPE e PE/PP è quasi identico, ma procede su impianti differenziati per evitare contaminazione tra i due materiali.

La prima fase di lavorazione è la triturazione, che frantuma in piccoli pezzettini gli imballaggi per spingerli verso il lavaggio. Dalle vasche vengono eliminati materiali estranei ed eventuali residui prima di passare all’asciugatura, effettuata con un sistema di centrifugazione. Il mix ottenuto viene poi stoccato prima di passare alla densificazione tramite sfregamento su un’apposita pala.

L’HDPE, invece, passa direttamente dall’asciugatura alla fase successiva, ovvero l’estrusione. I materiali vengono scaldati sino al punto di fusione e spinti in uno stampo per formare lunghi fili che vengono tagliati in grani da una lama. I granuli di HDPE e PP ottenuti vengono sottoposti a un controllo qualitativo in laboratorio.

Superato l’ultimo controllo si procede con la loro raccolta in appositi sacchi che vengono posizionati in aree adibite ad accoglierli prima di essere inviati alle imprese utilizzatrici.

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