Come gestire l’uscita da un trade con rapporto rischio/beneficio 1:2

Cercare di ottenere sempre grandi vincite sugli swing trades può alla lunga risultare scoraggiante, a causa di probabili mancate vincite con stop loss eseguiti a “rischio pieno” o in pareggio. Ecco una soluzione per gestire meglio le uscite

Come gestire l'uscita da un trade con rapporto rischio/beneficio 1:2

L’attività di swing trading, al di là dell’orizzonte temporale di riferimento utilizzato (esclusi il weekly e il monthly, che riguardano il position trading), è generalmente caratterizzata da una lunga serie di piccole perdite e piccole vincite. Per ottenere guadagni consistenti nel lungo termine, lo swing trader dovrebbe assicurarsi almeno tre cose:
1) piccoli profitti (nella maggior parte del tempo), con un rendimento pari a un paio di volte il rischio iniziale assunto;
2) grossi guadagni su quei trade inseriti in un contesto molto direzionale (situazione che potrebbe avvenire raramente, ma in questi casi si può puntare a rendimenti pari anche a tre o quattro volte il rischio iniziale assunto);
3) un sistema di trading che sia profittevole almeno nel 60% dei casi.

Per realizzare concretamente il summenzionato quadro operativo è però fondamentale migliorare le uscite dal mercato, ovvero il management del trade. Ritengo che uscire da un trade sia per lo più un’arte: una capacità professionale che può essere acquisita con anni di esperienza, forgiando l’intuito e la maestria attraverso una pratica costante. Per indirizzarsi sulla strada dell’eccellenza è necessario fare piccoli passi alla volta, concentrandosi inizialmente sulle uscite più semplici: quelle con un rapporto rischio/rendimento 1:2.

In pratica si definiscono stop loss e take profit ex ante, poi si aspetta l’esito dell’operazione. Non si fa nulla a meno che il mercato non faccia una delle due cose:
1) raggiunga un livello chiave del prezzo, dove è probabile che effettui o il breakout decisivo o un forte rimbalzo (“break or bounce”);
2) vi sia un price action event, potenzialmente in grado di avere un impatto forte e immediato sull’andamento dei prezzi in una certa direzione (ad esempio un’enorme pin bar, a seguito di una notizia macroeconomica molto attesa dagli operatori finanziari).

Se dovesse concretizzarsi uno dei due casi (o addirittura entrambi), si può valutare lo spostamento dello stop loss. Tutto qua. Ad esempio, vediamo il grafico in basso sul tasso di cambio USD/CAD, time frame a 4 ore.

Si tratta di un trade con risk/reward ratio di 1:2, aperto a seguito della formazione di una pin bar/outside bar. Quando viene raggiunto il supporto chiave di area 1,2960, lo stop loss poteva essere abbassato a pareggio. Tuttavia ci sarà l’agognato breakout ribassista e il trade verrà chiuso con un profitto di due volte il rischio iniziale.

Alla prossima pillola!

Nicola D’Antuono

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