Indicatori leading e indicatori lagging: quali sono e come funzionano

Maurizio Contini

02/11/2016

28/06/2019 - 12:43

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Indicatori leading e lagging: qual è la differenza? Vediamo come funzionano e quali sono i principali

Quando si analizza un asset, gli algoritmi leading e lagging sono di degli strumenti utili per capire in che modo si muoveranno i mercati. Nell’analisi algoritmica è importante conoscere questi due concetti, comprendendone le differenze.

Cosa sono gli algortimi di leading e di lagging? Quale delle due tipologie funziona meglio sul mercato del Forex? Se queste sono le domande che ti stai ponendo sei nel posto giusto, dal momento che qui ne spiegheremo il funzionamento.

Quelle del leading e del lagging sono infatti le due categorie principali in cui si suddividono gli indicatori e oscillatori tecnici: strumenti di analisi molto importanti per individuare trend favorevoli o possibili inversioni degli stessi.

Vediamo adesso le caratteristiche di ciascuna di queste categorie e in che modo possono essere sfruttate per capire la formazione di un nuovo trend.

Oscillatori leading: cosa sono e come funzionano

Gli oscillatori permettono di identificare i punti di inversione (sono anche detti leading) e forniscono informazioni per entrare a mercato con un timing preciso. La loro formula è normalizzata, il che permette di delimitare il loro movimento entro dei precisi valori.

Le zone estreme si definiscono di ipercomprato e ipervenduto e generalmente corrispondono ad un segnale di acquisto o di vendita. La peculiarità più rilevante è data dal buon timing con cui vengono forniti i segnali, mentre lo svantaggio deriva dal fatto che risulta complesso ricavare informazioni sulla tendenza in corso: la visione del mercato sarà quindi meno profonda rispetto a quella fornita da altri strumenti.

A questa categoria appartengono due strumenti estremamente popolari: l’RSI e lo Stocastico.

Indicatori lagging: quali sono e cosa indicano

Gli indicatori permettono di identificare un trend (sono anche detti lagging, per via dell’informazione ritardata che forniscono) e consentono all’operatore di comprenderne la relativa robustezza o fragilità.

Possono assumere qualsiasi valore e tendono a muoversi nell’intorno di una linea di equilibrio (normalmente tale linea assume valori pari a 0 o 100). Durante le fasi di trend, l’andamento dell’indicatore si discosterà dal suo “centro di gravità”. Il pregio di questo strumento è dato appunto dal fatto che permette di fornire un’indicazione riguardo alla tendenza in atto, dando una visione più profonda del mercato. Lo svantaggio è dovuto al ritardo che gli indicatori hanno nel segnalare un’inversione.

Di questa categoria fanno parte il MACD, il ROC, il Momentum, il Parabolic SAR, le Bande di Bollinger e l’ATR.

Leading e lagging: quali sono gli algoritmi migliori?

Gli indicatori e gli oscillatori, in qualsiasi mercato si utilizzino, forniscono informazioni diverse e complementari. In generale, non si dovrebbero accumulare troppi algoritmi all’interno del grafico in quanto questi tendono a creare confusione.

Un altro consiglio è quello di non utilizzare due indicatori o due oscillatori insieme, in quanto l’informazione che se ne ricaverebbe sarebbe la medesima.
Una soluzione potrebbe essere quella di combinare le informazioni utilizzando un indicatore e un oscillatore, in modo tale da comprendere meglio quando il trend sta per invertire o meno.

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