La decisione della FED di immettere ulteriore liquidità per 600 miliardi di dollari (una manovra che sarà completata a fine giugno 2011) ha provocato una grandissima volatilità sul mercato dei cambi interessando tutti i cross valutari, non solo quelli relativi al dollaro statunitese. Il detto “don’t fight the FED”, cioè non combattere la FED quando decide su temi rilevanti (politica monetaria, liquidità, tassi, ecc.), può essere valido per i neofiti e per tutti coloro che non hanno grande esperienza con questi grandi appuntamenti macroeconomici. Chi, invece, fa della volatilità un’arma da sfruttare a proprio vantaggio non resta in disparte quando sono in programma determinati eventi.
ForexInfo.it ha chiesto al master trader Nicola D’Antuono, docente per il corso Forex Intraday in programma il prossimo 11 dicembre a Roma ed il 29 gennaio a Milano, come ci si comporta in questi contesti e in che modo è possibile trarre vantaggio dai movimenti successivi alla pubblicazione di un dato così importante. “Le riunioni del FOMC – spiega D’Antuono - hanno sempre creato volatilità sui mercati perché comunicano agli investitori il futuro indirizzo della politica monetaria della Federal Reserve”. I trader più attivi cercano di inserirsi in questo contesto per lucrare il più possibile dalle forti escursioni di prezzo che seguono la pubblicazione del market mover. Tuttavia, non tutti sono preparati e rischiano seriamente di imbattersi in movimenti sfavorevoli che potrebbero far subire pesanti perdite. “In occasione di eventi così importanti – spiega il trader - possiamo assistere anche a continui movimenti erratici dei prezzi di 40-50 pip prima di osservare una direzione più precisa”. “E’ dunque necessario avere un piano prestabilito – prosegue D’Antuono – inserendo ordini condizionati sempre comprensivi di stop loss e target”. Quando avviene la comunicazione di questi dati spesso i prezzi possono salire o scendere nel giro di pochi istanti di decine e decine di pip, per cui è sempre necessario inserire uno stop di protezione tenendo conto della volatilità, dei livelli tecnici e il proprio livello di tolleranza al rischio (per il lot management).
Ieri D’Antuono è sceso sul “campo di battaglia” per catturare parte di questi movimenti. “Era mia convizione che l’euro/dollaro si fosse nuovamente apprezzato anche se ho comunque inserito sia un ordine long sia uno short, in quanto spesso gli investitori sono inizialmente irrazionali nelle loro scelte e non necessariamente un dato sfavorevole al dollaro si traduce in una vendita generalizzata dello stesso”. Ma non c’è solo l’euro/dollaro. “Anche gli altri cambi possono essere influenzati dalle decisioni della FED per le correlazioni tra valute – spiega il master trader – e ieri ho anche inserito un ordine long su euro/yen”. Alla fine D’Antuono ha effettuato le seguenti operazioni con questi risultati (vedi anche grafici ed eseguiti):
EURO/DOLLARO – buy 20.000 eur/usd a 1,4082 out 1,4134 – gain +73,58€
EURO/DOLLARO – buy 20.000 eur/usd a 1,4082 out 1,4082 – gain 0,00€
EURO/YEN – buy 20.000 eurjpy a 114,28 out 114,77 – gain +85,39€
EURO/YEN – buy 10.000 eurjpy a 114,28 out 114 – loss -24,56€
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