Le elezioni presidenziali statunitensi del 2024, previste per il 5 novembre, rappresentano uno dei momenti più critici dell’anno per i mercati finanziari globali.
Storicamente, ogni elezione presidenziale porta con sé una forte volatilità nei mercati azionari, e il 2024 non fa eccezione. I candidati principali, Kamala Harris e Donald Trump, sono impegnati in una corsa serrata, e gli investitori si preparano a un possibile aumento dell’instabilità sui mercati.
Entrambi i candidati hanno politiche economiche che potrebbero influenzare significativamente il deficit pubblico, le aspettative di crescita e i tassi d’inflazione. Proprio per questo motivo in molti si aspettano un aumento della volatilità sul mercato azionario statunitense.
Di fronte a questo pericolo, quali sono gli strumenti maggiormente utilizzati dagli investitori per coprire il proprio portafoglio d’investimento da momenti di forte incertezza tecnica?
Perché le elezioni aumentano la volatilità dei mercati
Durante le elezioni, l’incertezza politica crea un contesto di forte volatilità sui mercati finanziari. Gli investitori cercano di anticipare quali settori saranno favoriti dal candidato che vincerà e come le sue politiche fiscali e monetarie impatteranno l’economia.
Nel caso delle elezioni del 2024, sia Trump che Harris hanno programmi che potrebbero ampliare il deficit pubblico, stimolare la crescita economica ma anche aumentare l’inflazione. Se da un lato questo potrebbe spingere la crescita, dall’altro potrebbe costringere la Federal Reserve (Fed) a mantenere i tassi di interesse più alti del previsto per controllare l’inflazione.
Il debito federale è già in una fase critica, con un rapporto debito/PIL vicino al 98%. Le politiche fiscali di espansione previste da entrambi i candidati, incluse potenziali riduzioni fiscali e spese per stimoli, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.
Allo stesso modo, la Fed, nonostante i tagli recenti ai tassi, potrebbe trovarsi con le mani legate: se da un lato l’aumento delle aspettative di inflazione spinge per mantenere i tassi alti, dall’altro il rallentamento della crescita economica potrebbe portare a una contrazione se i tassi non vengono abbassati ulteriormente.
Questo perché, è importante considerare che il mercato del debito statunitensi si prepara ad affrontare scadenze significative a partire dal 2025. Un’ondata di rifinanziamenti sarà necessaria, con il rischio di vedere un’impennata dei costi di finanziamento per le imprese. Questo scenario limita ulteriormente i margini di manovra della Fed, che dovrà bilanciare tra la necessità di tenere sotto controllo l’inflazione e il rischio di causare un rallentamento economico eccessivo.
Come coprirsi in borsa?
Molti investitori guardano alle società chiamate Dividend Aristocrats, ossia quelle società che hanno una lunga storia di crescita dei dividendi. Tra le più acquistate ci sono Procter & Gamble (PG), Coca-Cola (KO) e Johnson & Johnson (JNJ).
Queste aziende offrono un dividend yield stabile e sono generalmente considerate value stocks, ossia azioni che mantengono il loro valore anche in periodi di **volatilità**. Il flusso costante di dividendi rappresenta un cuscinetto per le oscillazioni di mercato, riducendo l’esposizione alle fluttuazioni dei prezzi azionari.
Tuttavia, lo stesso potrebbe non essere vero per le società che semplicemente propongono un flusso di dividendi superiore alla media. Quando si fa stock picking con l’obiettivo di trovare società a dividendo positivo da inserire in portafoglio, la qualità fondamentale dell’azienda** non deve essere un fattore secondario. Questo non solo perché il rischio di perdite in conto capitale sarebbe particolarmente alto, ma anche perché non è detto che l’ultimo flusso di dividendo dichiarato dall’azienda sia coerente con quelli successivi.
La qualità del dividendo viene considerata nel lungo periodo, valutata in base alla stabilità e al tasso di crescita con cui una società ha pagato i propri azionisti. Per questo motivo, non tutte le società che offrono dividendi elevati sono considerate Dividend Aristocrats.
ETF Buy-Write e Covered Call
Un’altra strategia difensiva è l’utilizzo di ETF buy-write, come il JEPI (JPMorgan Equity Premium Income ETF), che adotta una strategia di covered call. In pratica, questi fondi investono in azioni e vendono opzioni call sulle stesse azioni per generare un flusso di reddito aggiuntivo, riducendo il rischio complessivo. L’obiettivo è quello di ottenere un flusso di dividendi relativamente stabile, riducendo al contempo la volatilità del portafoglio.
Una novità nel campo degli ETF buy-write è il TLTW, un ETF che replica l’andamento del TLT (i Treasury USA a lunga scadenza) ma con l’aggiunta della vendita di opzioni call. Il TLT ha subito un forte calo di prezzo negli ultimi mesi, con una perdita del 7,55% in conto capitale, a causa dell’aumento dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza. Questi rendimenti stanno aumentando a causa delle aspettative di inflazione futura e delle crescenti preoccupazioni per il deficit pubblico. Di conseguenza, gli investitori richiedono rendimenti più elevati per detenere obbligazioni a lungo termine.
Il TLTW mira a sfruttare questa volatilità, offrendo un flusso di reddito aggiuntivo grazie alla vendita di opzioni call. Nello specifico, il rendimento forward (Yield FWD) di questo strumento innovativo è pari al 15,34%, nettamente superiore rispetto alla media delle obbligazioni globali, comprese quelle dei Paesi sviluppati, emergenti e persino delle obbligazioni high yield o «spazzatura». Tuttavia, è importante ricordare che si tratta di uno strumento complesso, che ha generato perdite in conto capitale negli ultimi anni, nonostante il 2024 sia stato un anno complessivamente positivo per le obbligazioni USA.
TLTW, 1W
Grafico a candele settimanali del TLTW. Fonte:baha.com