Come compilare un assegno senza errori

Come compilare un assegno bancario senza errori? Esempio e guida passo dopo passo.

Come compilare un assegno senza errori

Non è scontato saper compilare un assegno senza errori. Soprattutto per chi lo fa la prima volta, o quando si parla di cifre molto alte, è opportuno riconoscere se un assegno bancario è stato compilato nel giusto modo, per non correre il rischio che venga annullato a causa di una piccola disattenzione. Un esempio, in questo caso, è molto utile.

Il risparmiatore, provvisto di blocchetto, è chiamato a compilare da solo il suo assegno, non come succede con l’assegno circolare, che invece viene compilato dalla banca.

Di seguito, Money.it presenta una guida passo passo su fare, spiegando nel dettaglio il significato e l’utilizzo dei campi da riempire, insieme ad alcuni esempi su come scrivere le informazioni sul proprio assegno.

Come compilare un assegno

Anzitutto, chiariamo che un assegno è uno strumento utilizzato per il pagamento di una data somma da parte di un debitore, che necessariamente deve avere intestato un conto corrente.

Le informazioni da avere necessariamente per poter compilare un assegno sono:

  • nome intestatario del conto (il proprio nome);
  • importo dell’assegno;
  • nome beneficiario.

Per un importo superiore ai 1.000 euro, sull’assegno da compilare deve essere specificata la clausola “Non Trasferibile”. Per in importi più piccoli, invece, l’assegno può essere sia trasferibile che non trasferibile.


Esempio su come compilare un assegno
Ogni numero riportato nell’infografica corrisponde, di seguito, ad un punto che spiega e chiarisce come compilare un assegno senza errori.

1) Luogo

In alto, nel campo “Luogo” occorre inserire il nome della città in cui l’assegno viene compilato. Sembra un’informazione inutile e ridondante, ma in realtà il luogo della compilazione di un assegno bancario incide direttamente sui tempi di attesa per la sua presentazione.

Nel caso in cui il luogo di emissione dell’assegno corrisponde al luogo dove ha sede la banca che ha emesso il libretto degli assegni, allora siamo in presenza di un assegno “su piazza” e la sua presentazione (incasso) è possibile entro 8 giorni dalla data riportata. Se, invece, i due luoghi non hanno corrispondenza, i tempi per la presentazione aumentano fino a 15 giorni e l’assegno viene detto “fuori piazza”.

2) Data

Questo campo va compilato inserendo la data dalla quale ha inizio la validità dell’assegno, presumibilmente la stessa della sua compilazione. Attenzione: secondo la Legge italiana compilare assegni postdatati è illegale.

Unica eccezione è fatta in caso di necessità di spedire un assegno compilato, occasione in cui è ammessa una postdatazione di non più di quattro giorni per dar modo all’assegno di essere recapitato al beneficiario, che avrà tutto il tempo per effettuare la sua presentazione. La data è molto importante perché definisce i giorni a disposizione del beneficiario per incassare l’assegno: 8 giorni se l’assegno è su piazza e 15 giorni se l’assegno è fuori piazza. Allo scadere dei giorni, chi emette l’assegno più chiedere alla banca di annullare il versamento.

3) Importo in numeri

In questo spazio va scritto in numeri l’importo dell’assegno, ovvero quanti soldi chi compila l’assegno deve trasferire al beneficiario.

Il campo presenza una virgola e due piccole caselle a destra. Nella compilazione, a sinistra bisogna inserire i numeri interi (nel nostro esempio, 172), mentre nelle due caselline vanno inseriti i centesimi (nel nostro caso 00 perché la cifra è tonda).

4) Importo in lettere

È la parte che generalmente dà più problemi nella compilazione di un assegno. In questo campo va inserito l’importo da trasferire in lettere (noi dobbiamo trasferire 172 euro, quindi scriviamo “centosettantadue”).

Una volta scritto l’importo decimale, dobbiamo disegnare il simbolo “/” (senza virgolette) e inserire il numero dei centesimi in cifre (nel nostro esempio, /00). Quindi, la compilazione completa di questo campo diventa “centosettantadue/00”. Se invece il nostro assegno ha un importo di 400,50 euro, allora dovremmo scrivere “quattrocento/50”.

5) Nome beneficiario

Qui inseriamo nome e cognome della persona o dell’azienda a cui è rivolto l’assegno, e che quindi ha diritto di incassare l’assegno una volta finito di compilare. È possibile non specificare il nome del beneficiario: in questo caso il campo viene lasciato vuoto e l’assegno è “al portatore” e può essere incassato da chiunque si presenti in banca per la sua riscossione. Vi è inoltre la possibilità di indicare se stessi come beneficiario di un assegno scrivendo in questo campo “a me medesimo”.

Quando il nome del beneficiario viene specificato, l’assegno è automaticamente non trasferibile e può essere incassato esclusivamente dal beneficiario, mentre quello trasferibile può essere versato ad un’altra persona attraverso l’operazione nota come girata, anche se nella compilazione si è scritto il nome di un altro beneficiario.

6) Firma

Qui va inserita la firma di chi emette l’assegno, ovvero l’intestatario del conto corrente che compila l’assegno. La firma è necessaria per rendere l’assegno valido e deve essere la stessa che si è depositata all’apertura del conto presso la propria bianca. Se la firma è diversa, l’assegno è nullo.

Come compilare il tagliandino dell’assegno

Queste sono le parti più importanti da conoscere per sapere come compilare un assegno. Tuttavia, per rendere la nostra guida ancora più completa, vediamo a cosa serve il tagliandino che, una volta compilato e straccato un assegno, rimane attaccato al nostro libretto degli assegni. Il tagliandino che rimane serve al correntista per avere traccia e ricordarsi gli assegni emessi con i loro importi e i nomi dei beneficiari.

7) Data assegno - Va riportata la stessa data inserita nel campo 2).

8) A favore di - Va riportato il nome inserito nel campo 5)

9) Importi - Si inserisce l’importo dell’assegno in numeri come nel capo 3)

10) Causale - Campo assente nella compilazione dell’assegno da dare al beneficiario, è un’informazione utile al correntista per ricordarsi il motivo dell’emissione dell’assegno.

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