Come beneficiare di un’entrata di tipo “buy on dip”

Acquistare a prezzi stracciati dopo una brusca ondata di panic selling: come e quando farlo

Come beneficiare di un'entrata di tipo “buy on dip”

Chi fa swing trading non può non apprezzare una delle principali massime afferenti al timing di ingresso quando è in corso una tendenza direzionale, ovvero comprare basso in un trend rialzista e vendere alto in un trend ribassista. Gli anglosassoni sono soliti dire buy on dips, sell the rally. Nella pratica ciò vuol dire attendere un pull-back da un massimo/minimo di periodo e utilizzare la probabile ripartenza dei prezzi per ottenere un rapporto rischio/rendimento elevato.

I pull-back, o ritracciamenti, da un massimo o minimo di periodo (a 2 mesi, 6 mesi, annuali e così via) possono avere escursioni di vario genere, a seconda di una serie di fattori quali la volatilità del mercato, la forza della tendenza, etc. Una particolare tipologia di pull-back – quella in condizioni di elevata volatilità con il conseguente aumento del range delle candele – può essere una ghiotta opportunità per i trader più smaliziati.

Per questi trader, per nulla intimoriti dall’improvviso movimento dei prezzi in contro-tendenza, vi è la possibilità di entrare nella direzione del trend dominante, che quasi certamente è stato messo alle strette solo per un periodo di tempo molto limitato. In un trend rialzista di medio-lungo periodo si è soliti riconoscere situazioni di vendite da panico (panic selling), che creano le condizioni per il cosiddetto sell-off.

I trader meno esperti e troppo coinvolti emotivamente fantasticano subito un’inversione duratura del trend. In realtà, quasi sempre, avviene almeno una brusca risalita delle quotazioni in linea con la tendenza principale. In queste condizioni lo swing trader dovrà essere in grado di identificare il miglior punto di ingresso, che renda accattivante il rapporto rischio/rendimento.

Nel grafico mostrato in alto relativo al Nasdaq, il livello migliore sul quale cercare un punto di entrata a basso rischio sul mercato è sul supporto chiave di area 6.240 punti. Il segnale più apprezzabile è senza dubbio quello che vede i prezzi formalizzare un fake-out del key level e contestualmente mostrare una long-tailed rejection candle, ossia una candela di rifiuto di minimi più bassi caratterizzata da una lunga coda.

In questo contesto, però, un’eventuale entrata conservativa, intorno al 40/50% del range della candela di setup o sul suo valore di apertura, avrebbe lasciato fuori dal mercato qualsiasi trader, evidenziando che l’unica possibilità fosse quella di comprare in modo più aggressivo (ad esempio con un ordine buy stop sopra il massimo della candela di setup).

Purtroppo, non sempre è possibile beneficiare dei candlestick setup, compresi quelli che ci fanno ingolosire oltremodo. Nel lungo periodo, però, conta avere un sistema di entrata che offra un rapporto risk/reward di almeno 1:2 o 1:3, ma soprattutto che metta il trader a proprio agio a seguito di un’entrata sul mercato.

Nell’esempio dell’occasione long sul Nasdaq dopo un brusco sell-off generalizzato dei prezzi, l’entrata aggressiva avrebbe comunque garantito un risk/reward ratio di 1:2 ma a quel punto sarebbe forse stato meglio verificare la possibilità di un’entrata bullish su un time frame intraday a 4 ore, sfruttando la solida top-down analysis per beneficiare di un rapporto rischio/beneficio decisamente più alto di un “normale” 1:2.

Alla prossima pillola!

Nicola D’Antuono

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