Come assumere la baby sitter senza spendere troppo

Claudio Garau

13 Ottobre 2021 - 18:13

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Assumere una baby sitter significa dover rispettare una serie di regole attinenti contratto e rapporto di lavoro. Come fare a risparmiare?

Come assumere la baby sitter senza spendere troppo

Assumere una baby sitter potrebbe sembrare, lato costi, proibitivo, ma alcuni accorgimenti per risparmiare ci sono.

Nei mesi scorsi il lavoro di baby sitter è stato tra i più gettonati, a causa delle note regole relative alla DAD, ossia la didattica a distanza. Ora che è possibile tornare alle lezioni in presenza, la baby sitter continua a essere richiesta: si tratta infatti di una professione che non è mai in crisi, in considerazione del suo ruolo non secondario, per quanto attiene alla gestione del nucleo familiare.

Ricordiamo infatti che una qualsiasi baby sitter ha una pluralità di mansioni da svolgere, quali ad esempio:

  • sorvegliare i bambini;
  • organizzare attività ricreative;
  • assegnare compiti più o meno impegnativi e aiutare nelle attività di ogni giorno.
  • prendersi cura dell’igiene della prole, preparare i pasti e aiutare i bimbi a mangiare.

Insomma, tantissime attività che debbono essere messe nero su bianco in un contratto di lavoro ad hoc, evitando di ricorrere al lavoro nero. Ecco perché qui di seguito appare opportuno fare una panoramica su quelli che sono gli accorgimenti da tener presente quando si intende assumere una baby sitter, facendo chiarezza su cosa fare per risparmiare qualcosa.

Come assumere la baby sitter: il contesto di riferimento

Assumere una baby sitter significa assumerla come assistente familiare, ossia con un regolare contratto di lavoro domestico, sottoscritto da ambo le parti. Altrimenti se si tratta di mera collaborazione occasionale, è sufficiente fare riferimento alle regole relative al cd. libretto famiglia.

A noi però interessa di seguito non il rapporto di lavoro saltuario, bensì quello continuativo e stabile con la baby sitter. In queste circostanze, la famiglia interessata dovrà obbligatoriamente attivare un rapporto di lavoro domestico.

In pratica, abbiamo innanzi un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti, sebbene contenga alcune semplificazioni rispetto agli adempimenti previsti a carico di aziende e datori di lavoro che assumono lavoratori subordinati.

Non possiamo non rimarcare il fatto che, come tutti i datori di lavoro, la famiglia sarà obbligata a corrispondere i contributi previdenziali all’Inps. Peraltro, i citati contributi permetteranno alla babysitter non soltanto di beneficiare delle prestazioni previdenziali previste (ad es. disoccupazione, maternità e pensione), ma anche di essere tutelata attraverso prestazioni assicurative spettanti all’Inail. Ci riferiamo ai casi di malattia professionale e a quelli d’infortunio sul lavoro. E specialmente questi ultimi - in ambito domestico - non sono affatto rari.

Come assumere la baby sitter: a chi comunicare l’assunzione?

Al momento dell’assunzione, sono obbligatori vari documenti, in particolare il documento d’identità e il codice fiscale non debbono mancare. Mentre la comunicazione dell’assunzione dell’assistente domestico, a differenza di quanto accade per la generalità dei datori di lavoro, non va resa nota ai servizi per l’impiego, ma direttamente all’Inps entro le ore 24 del giorno anteriore (festivi inclusi) a quello d’inizio del rapporto di lavoro domestico.

Questo aspetto è importantissimo e deve essere ricordato dal datore di lavoro se intende iniziare e mandare avanti un rapporto di lavoro domestico, in piena osservanza delle disposizioni di legge.

Da notare che per esplicita norma in tal senso, la comunicazione di assunzione vale anche verso i servizi competenti, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministero della Salute, l’Inail e la Prefettura/Ufficio territoriale del Governo.

Come assumere la baby sitter: le modalità di comunicazione all’Inps

Il datore di lavoro domestico interessato deve ricordare che per assumere la babysitter, può scegliere una di tre distinte modalità:

  • attraverso intermediari abilitati (ad es. consulente del lavoro);
  • con il call center Inps, telefonando all numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento);
  • con il portale web ufficiale dell’Inps, se il datore è in possesso delle credenziali d’accesso, ossia Pin dispositivo, Spid di secondo livello, Carta nazionale dei servizi, Carta d’identità elettronica.

In particolare, all’interno il sito dell’Inps, è possibile comunicare l’assunzione facendo riferimento al seguente percorso:

Prestazioni e servizi ->Lavoratori domestici ->Iscrizione rapporto di lavoro.

Il modulo di comunicazione dell’assunzione: il Cold Ass e cosa deve contenere

Bisogna prestare attenzione al fatto che vi è uno specifico modulo di comunicazione dell’assunzione da far pervenire all’Inps, denominato ’Cold Ass’. Esso deve includere le seguenti informazioni:

  • codice fiscale, indirizzo, numero telefonico, estremi del documento d’identità della babysitter;
  • codice fiscale, indirizzo, numero telefonico, estremi del documento d’identità del datore di lavoro;
  • data di assunzione ed eventuale data di fine rapporto (per i contratti a tempo determinato);
  • numero di ore settimanali di lavoro;
  • indicazione dell’assunzione come babysitter (e non come colf);
  • retribuzione mensile e oraria;
  • eventuali: convivenza col datore di lavoro; fruizione del vitto e dell’alloggio; legami di parentela della babysitter col datore di lavoro; condizione del datore di lavoro d’invalido di guerra o del lavoro, o mutilato, o invalido civile o cieco civile, con indennità di accompagnamento.

Come assumere la baby sitter: il contratto di lavoro domestico

Come accennato, la baby sitter fa parte della categoria degli assistenti domestici e perciò, al fine di procedere all’assunzione occorre in primis sottoscrivere un contratto, o lettera di assunzione. Ciò al fine di non costituire un caso di lavoro nero e allo scopo di indicare nero su bianco i diritti e i doveri legati al rapporto di lavoro, ma anche le concrete modalità di svolgimento dell’attività lavorativa in oggetto.

Occorre rimarcare che, sul piano dell’inquadramento contrattuale, in base alle mansioni svolte e al grado di specializzazione, i lavoratori domestici - denominati ’assistenti familiari’ - sono inquadrati in livelli diversi: A e AS, B e BS, C e CS, D e DS. La babysitter, in particolare, deve essere inquadrata nel livello BS.

Pertanto, al fine di sottoscrivere un contratto di lavoro domestico avente tutti i requisiti richiesti dalle norme in materia, in esso dovranno essere indicati:

  • mansioni e livello in cui è inquadrata la babysitter;
  • data d’inizio del rapporto di lavoro;
  • retribuzione, ossia lo stipendio fissato dalle parti;
  • orario di lavoro, giorno di riposo settimanale, possibile collocazione della mezza giornata di riposo settimanale supplementare, sulla scorta dell’orario contrattuale applicato;
  • luogo nel quale cui si deve svolgere l’attività lavorativa;
  • eventuale durata del periodo di prova;
  • periodo di ferie annuali spettanti all’assistente domestica;
  • contribuzione da trattenere in busta paga;
  • eventuale convivenza della babysitter con la famiglia del datore di lavoro.

Nella lettera di assunzione il datore di lavoro domestico deve altresì inserire ulteriori informazioni obbligatorie, attinenti al tipo di attività prestata. Infatti, va indicato se la baby sitter è stata assunta in regime di convivenza a servizio ridotto (con indicazione chiara dell’orario di lavoro stabilito); e se l’assistente in questione svolge attività anche in orario notturno.

Come assumere la baby sitter: ecco qualche accorgimento per spendere meno

Se ci si chiede come effettuare l’assunzione della baby sitter cercando di evitare di spendere una cifra importante, occorre puntualizzare quanto segue.

In relazione all’orario di lavoro di cui al contratto collettivo lavoro domestico, il datore di lavoro può assumere la babysitter in regime di:

  • non convivenza, a tempo pieno (massimo 40 ore alla settimana) o part time;
  • convivenza (a servizio intero, 54 ore o ridotto, 30 ore settimanali)

Dunque sulla scorta delle norme in materia, la soluzione più ovvia per assumere una baby sitter senza spendere troppo è assumerla in regime di non convivenza, con un massimo di 40 ore settimanali, o in regime di part time. Eventualmente si può optare per un contratto a tempo determinato.

In particolare, considerando il CCNL di riferimento, abbiamo che per le babysitter non conviventi, l’orario massimo di ogni settimana corrisponde a 40 ore; mentre l’orario massimo giornaliero corrisponde a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali; le ore di riposo giornaliero minimo corrispondono a 11 ore consecutive, come già per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Concludendo, per quanto attiene al momento nel quale pagare la babysitter assunta come assistente domestico, rimarchiamo che per prassi le babysitter che lavorano in maniera continuativa, incassano lo stipendio ogni mese, ma è pur vero che - per il principio di autonomia contrattuale - le parti possono accordarsi per assegnare gli importi dovuti con una diversa periodicità, e anche a seguito di ogni giornata di lavoro.