Collaboratori parlamentari: accelera il riconoscimento della professione?

Adele Restivo

4 Maggio 2016 - 16:11

Chi sono i collaboratori parlamentar? Coloro che lavorano per i parlamentari e li assistono nelle molteplici attività, svolgendo mansioni di segreteria, ufficio legislativo e ufficio stampa. Una professione che richiede competenze, ma che resta ancora priva di un riconoscimento ufficiale.

Collaboratori parlamentari: accelera il riconoscimento della professione?

Chi sono i collaboratori parlamentari? Molto spesso bistrattati, sbeffeggiati e definiti con tono dispregiativo “portaborse”, come il film di Daniele Luchetti degli anni ’90, i collaboratori parlamentari sono abituati a stare dietro le quinte, nelle «stanze del potere», pronti ad affrontare le più diverse «criticità politiche».

L’associazione italiana collaboratori parlamentari

I collaboratori parlamentari da qualche tempo possono contare su un’associazione vera e propria, l’AICP, l’associazione italiana collaboratori parlamentari, nata, come si legge sul sito internet,

“per affermare, tutelare e promuovere il collaboratore parlamentare come moderna figura professionale”.

Nonostante ciò, la figura del collaboratore parlamentare, fondamentale ausilio per l’attività di deputati e senatori, è lasciata, ancora oggi, senza alcun riconoscimento professionale e senza certezze contrattuali.

Uno degli obiettivi prioritari di AICP è riuscire ad affermare una disciplina organica, completa e trasparente della figura del collaboratore parlamentare ispirata al modello europeo e, di pari passo, promuovere la qualità e la correttezza del rapporto di lavoro tra parlamentari e collaboratori.

L’associazione promuove, inoltre, la valorizzazione delle competenze di ciascun collaboratore e ha tra gli obiettivi quello di realizzare una banca dati pubblica e consultabile sul sito dell’associazione come strumento di diffusione dei curricula e dell’esperienza lavorativa degli associati, così da facilitare la ricerca di specifiche professionalità da parte di parlamentari, aziende, altre istituzioni.

Il ddl lobby

Intanto, in commissione affari costituzionali del Senato, prosegue il lungo e travagliato iter dei disegni di legge in materia di lobbying.

Il tema è di strettissima attualità ed è stato oggetto di una delibera della giunta per il regolamento della Camera dei deputati, con la quale è stata approvata l’introduzione del registro dei lobbisti, all’interno di Montecitorio.

Novità per i collaboratori parlamentari nel ddl lobby?

Per quanto riguarda i collaboratori parlamentari, nel ddl lobby, è stato presentato un emendamento del PD a firma della senatrice Annamaria Parente, ma sottoscritto da altri 28 senatori, tra cui qualche grillino, con l’obiettivo di inserire la disciplina del rapporto di lavoro tra i parlamentari e i loro collaboratori.

L’emendamento ricomprende l’incarico di collaboratore parlamentare tra le professioni incompatibili con l’attività di lobbying e, allo stesso tempo, prevede la disciplina del mestiere di collaboratore, rinviando agli uffici di presidenza di Camera e Senato il compito di disciplinare le modalità retributive dei collaboratori.

La retribuzione, secondo quanto stabilisce l’emendamento,

“non può essere inferiore ai minimi contrattuali o definiti dalla legge ovvero ad un equo compenso commisurato alla natura e all’orario della prestazione concordata tra le parti."

Si vedrà se per i collaboratori parlamentari sarà la “volta buona” per avere finalmente una vera regolamentazione della propria attività.