Sono ore decisive per il salvataggio dell’isola di Cipro, che è sull’orlo della bancarotta a causa di una gravissima crisi del settore bancario. Il Parlamento cipriota dovrebbe riunirsi questo pomeriggio per votare il piano «B», necessario per evitare il default e accedere agli aiuti internazionali da 10 miliardi di euro. Nicosia deve trovare 5,8 miliardi di euro, altrimenti non potrà ottenere gli aiuti della Troika.
Il piano d’emergenza dovrebbe essere articolato in questo modo:
1- scorporo di Laiki Bank (seconda banca del paese) in due istituti;
2- depositi sotto 100mila euro non saranno colpiti dal prelievo forzoso;
3- depositi sora 100mila non saranno garantiti e finiranno nella bad bank.
Oggi i parlamentari ciprioti dovranno decidere come gestire il fallimento di Laiki Bank e come controllare i capitali, in modo tale da consentire la riapertura delle banche martedì 26 marzo senza corse agli sportelli e fughe di capitali. Se la sostenibilità del debito pubblico di Cipro non sarà garantita, la Troika non concederà gli aiuti. Cipro rischierebbe il default disordinato del settore bancario e l’uscita dall’euro. Intanto, sul forex l’euro è a 1,2950 dollari circa.