Cina: l’ultimo sforzo per evitare il peggio.

Raffaele Guerra

9 Marzo 2012 - 11:10

Cina: l’ultimo sforzo per evitare il peggio.

«Miglioreremo le politiche che incoraggiano il consumo.»

Wen Jiabao

E’ bene chiederci una cosa in merito ala Cina: cosa pensano che sia importante per la crescita del paese i pianificatori dell’economia cinese?

1. Il consumo, per una crescita volta a riequilibrare l’asimmetria dovuta all’incremento degli investimenti che sta attualmente compensando la flessione registrata nel settore delle esportazioni.

2. La necessità di raffreddare le bolle speculative all’interno dell’economia, in modo da ridurre le pressioni inflazionistiche e gestire le percezioni sociali.

Probabilmente hanno ragione, ma tutto ciò è più facile a dirsi che a farsi.

Si parla molto del perché il passaggio a livelli sufficienti di consumo sarà difficile per la Cina da raggiungere in maniera efficace. In sostanza, il consumatore è sottoposto a pressioni da parte dell’inflazione e di flussi di capitali reindirizzati, dai progetti di investimento del governo centrale a quelli delle amministrazioni locali, che puntellano il sistema attuale, nonostante la necessità di un cambiamento.

Tra i pezzi del puzzle che la Cina cerca di mettere insieme c’è il riequilibrio economico e vari commentatori hanno cercato di esporre i principali ostacoli al raggiungimento di tale obiettivo. Il settore immobiliare è certamente tra i più grandi ostacoli.

La situazione abitativa della Cina è ancora fragile, sebbene il settore sia ancora un pezzo importante per l’economia nazionale.

E’ per questo motivo che il premier cinese ha sostenuto apertamente la necessità di arginare l’aumento dei prezzi delle case, oltre che l’importanza di un impegno per rendere accessibile il credito.
Ha anche detto che il governo avrebbe risolto la crescita del debito delle amministrazioni locali, considerata da molti investitori come il rischio-chiave per la sostenibilità fiscale. Dati del governo mostrano che circa 10,7 miliardi di yuan sono stati pagati da parte dei governi locali alla fine del 2010.

Le quattro grandi banche cinesi garantite dallo Stato presteranno più denaro ai promotori di proprietà qualificata, al fine di aumentare il livello di fornitura degli alloggi: questo recitava una dichiarazione sul giornale della banca centrale. Vale a dire che i pianificatori cinesi hanno dato un segnale che fa capire che sono pronti per l’erogazione di nuovi prestiti per il settore immobiliare.

Ci sono un sacco di venti che soffiano contro l’economia cinese. Alcune misure possono raggiungere il loro obiettivo previsto, ma gran parte delle politiche ammonta a percezioni di impostazione, trasmettendo al pubblico solo quello che le autorità cinesi vogliono la sua gente, mentre gli investitori aspettano.

Quando parliamo di obiettivo rivisto per il PIL della Cina, è probabile che essi stiano solo impostando la barra in basso di modo che una volta che la realtà sarà chiarà, la situazione sembrerà migliore. Fino ad ora l’8% ha segnato la soglia che la Cina ha creduto di poter raggiungere per la crescita necessaria a contenere la preoccupazione sociale.

A quanto pare, abbassando il target di crescita si offre un maggiore spazio di manovra ai politici per riformare il sistema e, allo stesso tempo, si incoraggiano le imprese.

In poche parole, questo è il familiare stop-and-go della strategia politica per cui i funzionari cinesi sono diventati noti negli ultimi quattro anni.

Va tenuto conto che la Cina è riuscita negli ultimi mesi a ridurre l’inflazione. Ci si deve chiedere, però, se questa non sia che l’ultima occasione per il paese. Oltre ai rischi interni per la crescita, la Cina continua a confrontarsi con un’Europa che sta dirigendosi nella recessione e con gli Stati Uniti che lottano per rimanere a galla. Se sono in grado di stabilizzare le aspettative degli investitori, i loro sforzi potrebbe fungere da supporto per i mercati fino alla fine della secondo trimestre e fino al terzo trimestre, considerando che non ci sia qualche inevitabile scossa esterna.

L’indice Shanghai Composite ha registrato il rallentamento della crescita cinese nel secondo trimestre del 2011, ma ha recuperato di nuovo nel 2012. Vedremo forse le azioni cinesi prefigurare una nuova flessione dell’economia cinese, abbastanza profonda da deludere?

Si potrebbe registrare a breve termine qualche vendita, che è di natura tecnica. Ma come abbiamo detto, la Cina sta facendo grossi sforzi per fare in modo che le cose vadano nel verso giusto . Questo può significare che trascorrerà ancora un altro paio di mesi prima di poter vedere una ricaduta reale nelle azioni cinesi e nella propensione globale al rischio.

Per quanto riguarda le buone misure, ecco lo Shanghai Composite e l’S&P 500:

Sembra che una certa correzione sia in vista.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Currency Currents.