Cina contro Alibaba: l’antitrust convoca Jack Ma. Crollo delle azioni a Hong Kong

Riccardo Lozzi

24 Dicembre 2020 - 10:43

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Nuovo capitolo nello scontro tra il Governo di Pechino e Jack Ma: il fondatore di Alibaba verrà convocato nei prossimi giorni nell’ambito dell’indagine dell’antitrust nei suoi confronti, con le azioni del colosso tech che intanto crollano.

Cina contro Alibaba: l'antitrust convoca Jack Ma. Crollo delle azioni a Hong Kong

Continua lo scontro tra il Governo cinese e la big tech Alibaba. Dopo la multa 500 mila yuan (62.700 euro) comminata nei giorni scorsi dall’antitrust di Pechino per aver aumentato la propria partecipazione nella catena di grandi magazzini Intime Retail senza l’approvazione da parte dell’autorità, Jack Ma sarà convocato nei prossimi giorni nell’ambito di un’indagine avviata per comportamento anticoncorrenziale.

Il Partito Comunista, l’unico presente nel sistema politico cinese, è deciso a contrastare duramente tutte le società che rischiano di creare una situazione di monopolio nel mercato interno, imponendo misure per limitarne il potere.

L’attacco sferrato non è passato inosservato alla Borsa di Hong Kong, con le azioni di Alibaba, al momento, in picchiata di oltre l’8%.

Cina contro Alibaba: l’antitrust convoca Jack Ma per un’indagine

In un editoriale comparso su People’s Daily, organo ufficiale del PCC, è stato affermato come il monopolio e l’espansione incontrollata delle società private non saranno tollerate, altrimenti il sistema industriale della Cina non si potrà sviluppare in modo sano e sostenibile.

Molti osservatori hanno letto questo commento come l’ultima tappa di una serie di offensive nei confronti dell’impero economico di Jack Ma, il quale ha acquisito troppo potere negli ultimi anni e, di conseguenza, vuole essere ridimensionato dal regime di Pechino.

In quest’ottica, lo scorso novembre, era stata stoppata l’IPO di Ant Group, la società Fintech fondata dallo stesso Ma, la quale doveva essere la più grande nella storia della finanza globale.

Le tappe dello scontro tra Pechino e Jack Ma

Un’azione da parte dell’esecutivo che ha scioccato gli investitori di tutto il mondo. Non solo. Una settimana dopo era stata annunciata la pubblicazione di nuove regole anti-monopolio, comportando un crollo delle 5 maggiori big tech cinesi ad Hang Seng tra cui, oltre ad Alibaba, anche Tencent Holdings, Xiaomi, Meituan Dianping e JD.com, bruciando una cifra complessiva superiore ai 250 miliardi di dollari.

Tornando alla situazione attuale, i regolatori stanno prendendo di mira la pratica considerata scorretta “choosing one from two”, attraverso la quale viene vietato ai commercianti ospitati sul proprio sito di offrire i prodotti su altre piattaforme concorrenti.

Al tempo stesso, il Governo della Repubblica Popolare sta cercando di limitare le azioni creditizie di Ant Group, la quale agisce da istituzione finanziaria, venendo utilizzata per i prestiti tra banche e utenti grazie a regole più semplici rispetto a quelle dei tradizionali istituti di credito.

Infine, Pechino è decisa a circoscrivere anche l’influenza che Jack Ma esercita sui pagamenti tramite smartphone, grazie alla piattaforma Alipay che conta circa 1 miliardo di utenti.

A seguito della pressione normativa, è stato comunicato quindi che verranno tagliati i limiti di credito per gli utilizzatori più giovani del servizio, in modo da ridurre il rischio di insolvenza nel futuro.

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