La Cina ha annunciato di voler ampliare la fascia di oscillazione dello yuan contro il dollaro all’1,0% in entrambe le direzioni, a partire da ieri. In precedenza, la banca centrale cinese ha consentito solo che la coppia USD/CNY si spostasse dello 0,5%.
E’ interessante notare che il governo abbia fatto questa dichiarazione a seguito della pubblicazione di un rapporto deludente sul Pil per il primo trimestre 2012. Forse la percentuale dell’8,1%, sotto il consensus dell’8,4%, è stata un campanello d’allarme per i funzionari cinesi, che avrebbero bisogno di migliorare la flessibilità dello yuan per sostenere l’economia in presenza di segnali di rallentamento.
Un sacco di guru economici sono stati soddisfatti, dal momento che la mossa aiuterebbe a soddisfare la domanda di mercato, oltre al fatto che promuove la trasparenza.
Il presidente dell’FMI Christine Lagarde ha dichiarato che espandendo la banda, la Cina fa un passo in avanti nel processo di orientamento dell’economia verso il consumo interno. Nel frattempo, un funzionario del Tesoro americano ha detto che la decisione della Cina potrebbe contribuire a riequilibrare l’economia globale, se aiutasse a riflettere forze di mercato sottostanti.
Altre economie occidentali probabilmente apprezzano la decisione della Cina, dal momento che potrebbe aiutare ad affrontare gli squilibri commerciali globali. Ricordiamo che le più grandi economie occidentali, come Stati Uniti e zona euro, si sono lamentate del fatto che la Cina ha svalutato lo yuan e ha dato agli esportatori cinesi un vantaggio sleale nell’esercizio del commercio. Questo perché uno yuan debole rende le esportazioni cinesi relativamente più economiche all’estero, e questo dà loro un vantaggio contro i prodotti occidentali, più costosi.
Le economie occidentali sostengono che permettere allo yuan di crescere di prezzo livellerà il campo di gioco in termini di commercio globale, in quanto ciò renderebbe i prodotti cinesi più costosi. Allo stesso tempo, le importazioni verso la Cina diventeranno più accessibile per i consumatori cinesi, stimolando così la domanda per le esportazioni occidentali. Anche se questo suona come una situazione alla pari fra la Cina e l’Occidente, il Tesoro degli Stati Uniti ritiene che la Cina possa fare ancora di più per quando riguarda il rendere lo yuan più flessibile.
Per ora, però, la Cina sembra intenta a raccogliere i frutti di uno yuan più forte, prima di preoccuparsi degli effetti a lungo termine in tutto il mondo. Ricordiamo che la Cina ha appena registrato un PIL più debole del previsto per il primo trimestre di quest’anno e la crescita è stata rallentata dalle debolezze sul fronte interno.
Con uno yuan più forte che promette di rendere le importazioni più convenienti per i consumatori cinesi, la spesa interna e l’investimento potrebbero ottenere la spinta di cui hanno bisogno per riportare il PIL cinese alla sua gloria passata. Oltre a questo, una maggiore domanda di prodotti stranieri potrebbe portare le economie occidentali indietro. Sembra un lieto fine, ma aspettiamo e vediamo se tutto andrà nel verso giusto.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics.
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