Chi sono i No Vax: cosa pensa chi è contro il vaccino per il Covid

Martino Grassi

28 Dicembre 2020 - 16:10

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Chi sono i No Vax e perché sono contrari al vaccino contro il Covid? Ecco quando è nato il gruppo di persone avverso ai vaccini e perché non vuole farselo inoculare.

Chi sono i No Vax: cosa pensa chi è contro il vaccino per il Covid

Chi sono i No Vax e perché sono contrari ai vaccini? Negli ultimi anni sono cresciuti sempre più, soprattutto sui social network, i gruppi di persone che sono assolutamente contrarie a qualsiasi forma di vaccinazione, sostenendo che siano dei medicinali pericolosi per la salute o che siano degli strumenti alla base di piani per controllare le persone, andando ad alimentare teorie del complotto e fake news.

Sebbene possa sembrare una scelta personale quella del vaccino, è importante ricordare che per il raggiungimento dell’immunità di gregge, in grado di proteggere anche quelle persone che non possono sottoporsi alle vaccinazioni, come gli immunodepressi, è necessario che una buona porzione della popolazione si sottoponga ai vaccini, in modo da poter debellare definitivamente alcune malattie, come è accaduto con il vaiolo. Se dunque il numero dei No Vax dovesse diventare troppo alto, questo rappresenterebbe un problema per la salute di tutti e non solo per chi decide autonomamente di non vaccinarsi.

Sebbene possa sembrare un fenomeno poco diffuso nel nostro Paese i dati affermano il contrario: secondo l’eurobarometro alla Commissione europea, circa la metà della popolazione italiana è convinta che i vaccini possano causare dei gravi effetti collaterali (46%), mentre un terzo che possa indebolire il sistema immunitario (32%) o che possa causare la patologia che invece dovrebbero prevenire (34%). Ma chi sono davvero i No Vax e perché sono contrari ai vaccini?

Chi sono i No Vax e perché sono contrari al vaccino

I No Vax, tornano sotto la luce dei riflettori con l’avvio della vaccinazione di massa anche nel nostro Paese. Eugenia Tognotti, docente di storia della medicina all’università di Cagliari spiega che è possibile rintracciare l’origine delle persone contraria ad ogni forma di vaccinazione negli anni ‘90, soprattutto in Veneto e in Trentino Alto Adige. Il gruppo contro i vaccini è stato alimentato “dallo studio di un medico ricercatore britannico, Andrew Wakefield, pubblicato (e in seguito ritirato) dalla rivista scientifica The Lancet, che suggeriva una possibile relazione tra malattia intestinale, autismo e vaccino trivalente”. La scienza poi ha smentito questa tesi, tuttavia l’eco di questa ricerca “ha lasciato una traccia duratura nelle paure collettive, che ancora oggi resta attiva, soprattutto sui social.

La professoressa continua ancora precisando che negli ultimi anni è stato adottato anche il termine vaccine hesitance (esitazione vaccinale) che comprende “l’insieme di atteggiamenti e comportamenti, o una combinazione di essi, condivisi da una porzione ampia ed eterogenea di popolazione che include genitori che rifiutano i vaccini o sono incerti e li accettano con ritardo. O che, ancora, mostrano un conformismo riluttante; accettando, nonostante i dubbi, i vaccini obbligatori e rifiutando quelli raccomandati”.

Le teorie dei No Vax vengono diffuse prevalentemente sui social network, accompagnate molto spesso da spiegazioni pseudoscientifiche o teorie complottiste, volte spesso al controllo delle persone da parte di leader o miliardari. A capo di questi gruppi ci sono spesso personalità carismatiche che alimentano le teorie del complotto o della pericolosità dei vaccini.

Primo fra tutti Antonio Pappalardo, il leader dei gilet arancioni, che ha accusato Bill Gates di essere ai vertici di un progetto eugenetico, che attraverso il vaccino vuole selezionare la popolazione. L’invettiva non si limita al magnate di Microsoft, ma raggiunge anche il suo defunto nonno, accusato stavolta di avere un ruolo attivo nella diffusione del virus della spagnola del 1918.

Gli scettici nei confronti del vaccino contro il Covid

Oltre ai No Vax stanno aumentando anche le persone scettiche nei confronti del vaccino contro il coronavirus. Infatti sebbene sia stato certificato dalle autorità sanitarie che il vaccino di Pfizer è sicuro e non abbia effetti collaterali gravi, molti italiani continuano ad essere reticenti nei confronti del vaccino, sostenendo che sia stata sviluppato troppo in fretta e che quindi non si possano conoscere i reali effetti a lungo termine.

Un ruolo fondamentale nell’accrescere i dubbi e lo scetticismo nei confronti della scienza è stato giocato senza dubbio dai social network, i canali preferenziali per la diffusione delle fake news e delle notizie prive di attendibilità scientifica. Proprio per cercare di ridurre quanto più possibile le incertezze di queste persone, l’Istituto superiore di Sanità ha recentemente pubblicato un vademecum con cui smentisce le principali fake news sul vaccino.

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