Chi è David Quammen, che nel 2012 lanciò l’allarme coronavirus

Leonardo Pasquali

30 Marzo 2020 - 12:14

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Scopriamo chi è David Quammen, il divulgatore scientifico che già 8 anni fa aveva lanciato l’allarme coronavirus nel suo libro ’Spillover’.

Chi è David Quammen, che nel 2012 lanciò l'allarme coronavirus

Chi è David Quammen? Questo nome è sulla bocca di tutti, visto che nel 2012 avrebbe previsto la pandemia di coronavirus nel suo libro Spillover.

Quammen è uno dei saggisti statunitensi più famosi (ha pubblicato 15 opere dal 1970), è divulgatore scientifico, giornalista e reporter per National Geographic.

Parliamo anche di una “penna molto discussa” per aver preso alcune posizioni un po’ “scomode”: nel 2014 David Quammen si è infatti occupato di Ebola e nel 2015 dell’HIV, cercando di ripercorrere la strada dei virus moderni.

Chi è David Quammen: la sua “profezia” sul coronavirus

David Quammen è uno dei divulgatori scientifici più famosi al mondo. È nato il 24 febbrario 1948 a Cincinnati, in Ohio negli USA, e in queste ultime settimane molti giornali hanno fatto a gara per rintracciarlo e intervistarlo. Giornalista e reporter per National Geographic, si è occupato principalmente di virus nei suoi scritti, nel 2014 e nel 2015 ad esempio ha scritto di Ebola e di HIV.

Una delle sue opere più recenti sarebbe stata riletta come profezia della pandemia del coronavirus. Parliamo di Spillover, libro pubblicato nel 2012 in cui si cerca di capire da dove provengano i virus moderni e le prospettive future legate agli stessi. All’interno Quammen prova a ripercorrerne la strada e a individuare gli ipotetici animali serbatoio.

Nel primo capitolo di Spillover si parla di un grande evento distruttivo, il “Next Big One”, che sarebbe dovuto avvenire nel giro di pochi anni e a molti è sembrata una vera e propria previsione di quanto sta accadendo ora, a 8 anni di distanza. Una pandemia incontrollabile e letale, proprio come quella di coronavirus. In più, negli altri capitoli si parla anche del consumo di carne di animali selvatici nei mercati cinesi, dell’evoluzione della SARS nel 2003 e di pipistrelli - considerato da molti esperti l’animale serbatoio del Sars-Covid-2.

Quammen, coronavirus: gli scienziati sanno da 17 anni

Parlando al New York Times, Quammen ha evidenziato come la diffusione su scala mondiale del coronavirus non si tratti di un evento eccezionale o accidentale, ma causato dall’attività dell’uomo. La devastazione ambientale e le deforestazioni aumentano le occasioni di contatto con i patogeni, senza tralasciare poi la questione del sovraffollamento.

Tra le interviste concesse nelle ultime settimane, interessante anche quella rilasciata a Report in onda lunedì 30 marzo. Nella stessa Quammen ripercorre alcuni dei momenti salienti della sua esperienza a caccia dei virus e sottolinea come la minaccia del in realtà sia nota a tutti da quasi venti anni. Gli unici a non essere preparati erano i politici.

Questo un estratto dell’intervista:

“I ricercatori sono come detective dei virus. Mi calai con loro nelle grotte in Cina alla ricerca di pipistrelli. Analizzano campioni degli animali che portano virus per studiarli, mi dissero che il prossimo virus sarebbe probabilmente arrivato da un animale selvatico, capace di adattarsi, proprio come un coronavirus. Si sarebbe diffuso in un mercato di animale selvatici in Cina e che, con trasmissione anche da asintomatico, sarebbe stato molto contagioso. Le pandemie sono sempre esistite. Ora viaggiano velocemente, le città sono affollate, un virus può arrivare dalla Cina a Roma in 15 ore. Gli scienziati sanno da 17 anni, dalla SARS, che i coronavirus sono pericolosi, si sapeva che sarebbe stata importante la preparazione, mascherine, guanti, ventilatori, capienza ospedaliera, test rapidi ed efficaci. Chi non era pronto? La politica”.

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