Che siano le corse in moto in autostrada, superando i 100 km/h, o tratti più brevi e lenti per fare una passeggiata sul lungomare, i viaggi su due ruote regalano momenti di felicità agli amanti dei motori, che meritano di essere vissuti in estrema sicurezza.

È quindi necessario che ci si doti delle giuste protezioni e si controlli che il proprio casco non sia danneggiato o difettoso; specialmente i caschi che devono essere in grado di assorbire gli urti che il conducente può subire in caso di un incidente.

Proprio per questo le autorità hanno disposto il ritiro dal mercato, in tutta Europa, di due caschi risultati difettosi: i caschi delle marche Nox Helmets e Biltwell. Difetti che avrebbero potuto rivelarsi letali per i motociclisti.

Cerchiamo di capire come mai siano stati ritirati dal mercato e sopratutto come riconoscerli, dato che sono ancora disponibili online, per preservare la nostra sicurezza in strada su due ruote.

Il ritiro dei caschi: un difetto di fabbrica letale

Il difetto “letale” che entrambi i caschi delle marche, Nox Helmets e Biltwell, presentano è la scarsa capacità di assorbimento. Quindi in caso d’impatto, quando il conducente subisce un incidente, i caschi non garantiscono la capacità di assorbire l’urto in maniera adeguata e sufficiente.

A causa di questo grave un problema di sicurezza della persona, le autorità hanno disposto il richiamo in tutta Europa dei due modelli: entrambi i prodotti non risultano quindi essere conformi ai requisiti del Regolamento ECE 22-05, il regolamento europeo che stabilisce la sicurezza del casco.

Il regolamento ECE 22-05: la sicurezza dei nostri caschi

Per poter meglio comprendere come i nostri caschi ci proteggano in caso d’incidenti, il Regolamento ECE prevede diverse prove:

  • prove d’impatto;
  • prove di rigidità:
  • prove di penetrazione sulla sola visiera;
  • verifica del sistema di ritenzione ossia il cinturino.

Nel nostro caso ci interessa la prova d’impatto. Il casco viene sottoposto a situazioni che possano pregiudicare la sua performance (come il calore) e viene effettuato un test a «caduta libera» dove questo viene lasciato cadere da un’altezza di 2,85 metri per una velocità d’impatto di 28 km/h. In questo caso vengono testati cinque punti critici dei caschi: ed è proprio questa la prova che i caschi Nox Helmets e Biltwell non hanno superato.

Come riconosco il modello dei caschi difettosi?

È fondamentale riconoscere questi caschi, al momento ritirati dagli scaffali, ma ancora presenti sui siti online. Bisogna confrontare la descrizione dell’oggetto: confrontando il nome, il numero del modello con quello trovato online ci si potrà accertare di non aver acquistato il modello difettoso.

Ecco di seguito la descrizione dei due caschi:

Il casco di marca Biltwell

  • Nome: Gringo S DOT
  • Descrizione: casco moto integrale con visiera.
  • Numero di modello: 1002-201
  • Numero di lotto: P-6070 (taglia S), P-6011 (taglia M), P-6013 (taglia XXL)

Per quanto riguarda il casco di marca Nox Helmets:

  • Nome: Casco moto modulare
  • Descrizione: casco da motociclista nero con scritta “Nox” bianca/grigia, taglia XXL (63-64 cm). Venduto anche in blu, grigio, arancione e bianco.
  • Numero di modello: FF950 (produttore), N965 (marca).

Cosa faccio se possiedo uno di questi caschi difettosi?

Se confrontando la descrizione dei due oggetti ci si dovesse rendere conto di essere in possesso di uno dei caschi difettosi, e quindi sottoposti al ritiro, è fondamentale, e quindi caldamente consigliato, non usarlo.

Si può, però, ricorrere alla richiesta di rimborso. Per far questo è necessario fare il reso. Il prodotto non avendo i requisiti di sicurezza necessari e richiesti dalla legge per la sua commercializzazione sarà facile da restituire. Basterà recarsi di persona - o per gli acquisti online chiamare il servizio clienti o tramite proprio account - dopodiché si potrà chiedere il rimborso al venditore.

Una volta restituito il consumatore ha diritto di ricevere il rimborso entro 14 giorni dal ricevimento. Per poter chiedere il rimborso si ha un limite di tempo: infatti si hanno solo due mesi di tempo dalla scoperta del difetto.