Cartello sul Libor: le banche manipolano i tassi di interesse a loro vantaggio

Nadia Fusar Poli

19 Aprile 2011 - 10:05

Cartello sul Libor: le banche manipolano i tassi di interesse a loro vantaggio

Un cartello delle banche sui tassi di interesse. È il sospetto degli inquirenti americani, che stanno verificando se tra i grandi gruppi internazionali ci fosse collusione per manipolare ad arte il Libor il tasso interbancario calcolato a Londra.

La manipolazione sospettata sarebbe avvenuta prima e durante la crisi finanziaria, nel biennio 2006-2008 e, considerata l’importanza del Libor (London Interbank Offered Rate) come tasso di referimento sui mercati, avrebbe avuto un impatto su migliaia di miliardi di dollari in prestiti e derivati.

Al lavoro sul comportamento di banche statunitensi ed europee, da ormai un anno stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, è una squadra creata dal Dipartimento della Giustizia e dalla Securities and Exchange Commission e composta da esperti di antitrust e lotta alle truffe finanziarie.

La ragione sarebbe presto detta: nei mesi della crisi le banche che avessero rivelato costi più elevati dei rivali avrebbero rischiato di essere meno solide.

Ma se l’indagine proseguirà potrebbe adesso esporre gli istituti a nuovi rischi: quelli di azioni legali collettive, le “class action”, portate da investitori che si ritenessero vittima della manipolazione. Nei casi antitrust i danni riconosciuti possono essere triplicati.

Un’analisi del Wall Street Journal del 2008 ha mostrato che a volte le banche hanno riportato costi molto simili nonostante fossero in condizioni diverse. Tra gennaio e aprile di quell’anno, ad esempio, i tassi a tre mesi comunicati rimasero entro una variazione insolitamente contenuta pari a 0,06 punti percentuali.

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