L’ACI ha indetto il primo giorno di sciopero nazionale della benzina; la nuova giornata di protesta, infatti, programmata per il prossimo 6 giugno, più che essere uno sciopero dei benzinai vuole invitare gli automobilisti a non fare rifornimento.
A dichiarare l’intento della giornata è il presidente dell’Automobile Club Italia Angelo Sticchi Damiani, il quale ha dichiarato: «Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario. La nostra iniziativa non è un muro contro muro, perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto e che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese».
Il rincaro sui costi delle automobili e in particolare del carburante è dunque il bersaglio dichiarato della protesta. Nell’ultimo anno, infatti, il prezzo della benzina è aumentato di oltre il 20% e a destare la protesta dell’ACI è la risposta non adeguata dei governi alla fluttuazione del prezzo del carburante: i prezzi al dettaglio crescono infatti quando si registra un aumento nel prezzo dei prodotti petroliferi e calano quando il greggio diminuisce.
Per il 2012 si stima che ogni famiglia spenderà per il consumo di carburante circa 1.680 euro, ovvero più di uno stipendio medio mensile. Lo sciopero della benzina, così come convocato dall’ACI in Italia, ha un precedente negli Stati Uniti: nel 1997, infatti, la protesta riuscì ad abbassare i prezzi della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in sole ventiquattr’ore.
Consumo in calo
Guardando agli ultimi dati sul consumo di benzina e gasolio, nel mese di aprile sono calati del 14,8%, mentre la spesa è salita a 5,6 miliardi con un incremento, rispetto all’aprile 2011, dell’1,8%, determinando una crescita del gettito fiscale del 10,8%. Per quanto riguarda la componente industriale, cioè i proventi per l’industria petrolifera e i distributori, si è registrato un calo del 6,6%. I dati mostrano dunque che il calo dei consumi comincia a incidere anche sulla componente industriale.
Il primo trimestre ha chiuso con un calo dei consumi di benzina e gasolio per autotrazione del 10,6%, con una spesa che sale a 21,6 miliardi e fa quindi registrare un incremento dell’8,7%, con un gettito fiscale che si attesta a 11,6 miliardi e quindi in crescita del 17,7%, ma con proventi per industria petrolifera e distributori che superano i 10 miliardi e accusano una prima, lieve, contrazione del -0,1%.
Intanto, il Centro Studi Promotor GL Events fa sapere che se l’attuale dinamica negativa dei consumi dovesse proseguire, nel giro di alcuni mesi anche il gettito per l’Erario di benzina e gasolio per autotrazione potrebbe subire una flessione. In questo panorama, la giornata di protesta convocata dall’ACI potrebbe ulteriormente contribuire al calo generale dei consumi.
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