Proprio quando ci stavamo preparando al weekend venerdì scorso, l’indice canadese dei prezzi ha sorpeso i mercati segnando un declino dello 0,6% a dicembre, cosa che ha portano il tasso annuale al 2,3% dal 2,9% di novembre. Anche l’inflazione ha deluso le aspettative, segnando un declino dello 0,5% da una crescita dello 0,1% a novembre. Cosa diamine è successo?
Incrementi più bassi di quanto ci si aspettasse nei prezzi di bezina e generi alimentari, così come prezzi più bassi per veicoli passeggeri hanno portato le valutazioni in basso. Il prezzo dei generi alimentari ha raggiunto un picco sui 18 mesi con una crescita del 4,8% a novembre, ma il dato si è normalizzato con una crescita del 4,4% a dicembre.
I prezzi della benzina hanno subito anch’essi una flessione del 3.0%, mostrando solo una crescita del 7,6% a dicembre dopo aver registrato incrementi del 13,5% e del 18,2% rispettivamente a novembre e ottobre.
Gli analisti hanno preso in considerazione il fatto che la flessione dei prezzi nei consumi possa essere stata causata dagli sconti delle feste natalizie. Se fosse così, il calo dell’indice dei prezzi sarebbe solo temporaneo.
Per ora sembra di riscontrare la flessione dell’indice dei prezzi un pò ovunque. I dati canadesi hanno anche rivelato che i prezzi dei beni di consumo si sono alzati per nove su dieci provincie canadesi, con l’Isola del Principe Edoardo come unica eccezione.
Aspettate un minuto. Bassa inflazione?!
Questo generalmente significa un possibile abbassamento dei tassi di interesse.
Non c’è dubbio che il dollaro canadese sia caduto alla pubblicazione del report, che ha contribuito alla chiusura al rialzo del cambio USD/CAD rispetto al prezzo di apertura e considerando un trend di giorni.
Prima della pubblicazione del report sull’inflazione, la Banca di Canada ha alzato le sue aspettative sull’inflazione. Aveva stimato che l’inflazione avrebbe raggiunto la quota del 2,2% nel primo trimestre del 2012, alzando la precedente previsione dell’1,9%. Per il terzo trimestre dell’anno l’indice dei prezzi era originariamente previsto all’1,0%, ma è stato rivisto al rialzo con l’1,5%.
Di conseguenza, alcuni trader si sono eccitati per un’impennata del tasso d’interesse che sembrava in arrivo. Ma il report negativo sull’inflazione ha fatto in modo che alcuni investitori ci pensassero due volte prima di aspettarsi che la banca centrale inasprisse la sua politica monetaria entro l’anno.
Ora ci sono quelli che dicono che dovremmo aspettarci un taglio del tasso nel 2012, ma ci sono anche quelli che sostengono che la BOC lo lascerà invariato. C’è una cosa, però, che un pò tutti mettono in programma: la possibilità che non ci sia alcuna impennata del tasso fino al 2013, ovvero non appena il Canada avrà fatto fronte al rischio di una possibile recessione dell’eurozona e di una più bassa crescita di Cina e Stati Uniti.
Detto questo, sarebbe una buona idea quella di shortare il dollaro canadese. La situazione al ribasso del CAD potrebbe stuzzicare la vostra fantasia. Ricordate che il tasso d’interesse è il fattore più decisivo per determinare il valore corrente di una valuta. Così, le voci sulla possibilità che la BOC tagli il tasso non può che mandare il dollaro canadese ancora più in basso rispetto a quello statunitense.
Tradotto per Forexinfo.it da Raffaele Guerra - Fonte: Piponomics
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