Cambio ora legale 2022, si spostano le lancette: ecco quando e come

Chiara Esposito

26 Marzo 2022 - 00:15

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L’Italia non ha ancora abolito l’ora legale: cambio orario atteso nel weekend con le lancette che si spostano un’ora avanti. Notevoli i risparmi sull’energia.

Cambio ora legale 2022, si spostano le lancette: ecco quando e come

È arrivato di nuovo il momento di cambiare l’orario: stop all’ora solare, ritorna l’ora legale e con il passaggio si dormirà un’ora in meno.

E potrebbe essere l’ultima volta, visto che non è da escludere che l’Unione europea possa nei prossimi mesi emanare una direttiva volta ad abolire l’ora legale in tutti i Paesi. Per il momento la decisione è stata rimandata ai singoli Governi: tant’è che in molti Paesi, specialmente nel Nord Europa dove i benefici dell’a luce solare sono meno tangibili, questa è già stata abolita. Non in Italia però, che - così come la Spagna - è contraria all’idea visto il risparmio scaturito dal passaggio dall’ora solare a quella legale. Le dispute su questa materia potrebbero sembrare dibattiti irrilevanti su temi di poco conto ma ciò non è fatto vero, oggi più che mai. C’è infatti di mezzo l’energia elettrica e quindi il fattore consumi che, con il caro bollette alle stelle, ricorda a tutti i cittadini dell’UE che non è saggio continuare a dipendere dal gas russo.

Al netto di qualsiasi discussione politica, comunque, questo weekend cambia di nuovo orario, con le giornate che dalla prossima settimana si “allungheranno” visto che potremo godere di un’ora di sole in più.

Mano agli orologi nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, più precisamente alle ore 2:00 quando si dovranno spostare avanti le lancette di un’ora, ovvero alle 3:00.

L’ora solare invece rientrerà in vigore domenica 23 ottobre 2022.

Quando nasce l’ora legale?

Lo slittamento in avanti dell’orario è usato convenzionalmente per segnare il passaggio della stagione fredda a quella calda guadagnando più ore di luce, ma da dove ha origine questa pratica?

Volendo ripercorrere la storia del cambio d’ora dobbiamo partire direttamente dal 18° secolo con Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti. Lo spostamento delle lancette si deve proprio a lui che, in un progetto economico per diminuire il costo della luce, avanzò la proposta d’introdurre l’obbligo di alzarsi prima al mattino.

Questo proposito puntava a sfruttare maggiormente la luce del sole nel periodo primaverile ed estivo e venne reso pubblico per la prima volta dal Journal de Paris che, nel lontano 1784, pubblicò un articolo che descriveva l’idea dello stesso Franklin.

A dire il vero questa sua posizione era ben più netta in origine. Le modalità proposte erano infatti molto severe e comprendevano razionamento delle candele, proibizione della circolazione notturna e tassazione per chi possedeva persiane alle finestre. Si pensò anche a installare tra le vie in città delle sveglie a colpi di cannone ma il piano era troppo restrittivo e venne bocciato. Restò soltanto l’usanza tutt’ora in vigore di modificare l’orario manualmente.

L’esigenza di apportare un cambiamento alle abitudini dei cittadini del resto era ben radicata nel periodo storico segnato dalla rivoluzione industriale che, con il suo avvento aveva già ridisegnato i ritmi di vita normalmente adottati nelle società agricole tradizionali. L’attività lavorativa non era più scandita dalle ore di luce quanto piuttosto dalle lancette dell’orologio.

Perché l’Italia non ha abolito l’ora legale?

L’Italia è uno dei pochi Paesi ad avere ancora l’ora legale ed è stata essa stessa la promotrice di una richiesta formale a Bruxelles per il mantenimento del sistema attuale diviso tra sei mesi di ora legale e sei mesi di ora solare.

Il Parlamento europeo aveva di fatti approvato la risoluzione legislativa sull’abolizione dell’ora legale con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni. A spingere per questa norma con una ferrea volontà di abrogazione dell’ora legale erano i Paesi del Nord Europa (Finlandia, Lituania, Svezia ed Estonia) che, a causa della maggiore vicinanza con il Polo Nord, non hanno mai beneficiato in maniera sostanziale di più luce naturale grazie a questo sistema. Il guadagno, essendo pressoché irrilevante, non veniva registrato come un valido motivo per mantenere in vigore l’ora legale stessa.

L’Italia però ha insistito grazie ai dati sui minori consumi di energia. I numeri, nel periodo di tempo compreso tra il 2004 e il 2020, testimoniano quasi 1,7 miliardi di euro di risparmio totale, un valore pari al consumo medio annuo di circa 150mila famiglie.

D’altra parte però sempre più studi scientifici vedono nel cambio di orario uno svantaggio a livello psico-fisico per la conseguente riduzione delle ore di sonno e la variazione delle abitudini quotidiane. Oltre al mini jet-lag, il disagio sarebbe dovuto all’accorciarsi delle giornate, un fattore che rende la popolazione depressa per tutto il periodo invernale.

Anche a fronte di motivi come questi però si torna sempre al cambio di orario e l’unico consiglio che possiamo offrirvi in vista della sera del 26 marzo è mangiare leggero e spegnere tutte le luci artificiali di TV e telefoni per addormentarsi in anticipo senza troppi problemi.

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