Calo rendimenti titoli italiani: effetto Monti o Draghi?

Raffaele Guerra

13/02/2012

Calo rendimenti titoli italiani: effetto Monti o Draghi?

E’ davvero sorprendente constatare come le situazioni possano rovesciarsi nel giro di un paio di mesi. Ancora a novembre i rendimenti dei titoli di stato italiani salivano a livelli insostenibili, proprio mentre si affacciavano sempre nuovi problemi in Grecia, Irlanda e Portogallo. Allo stesso tempo, andavano aumentando le tensioni nell’Euro- zona, dal momento che gli investitori chiedevano dei tassi d’interesse più elevanti per far fronte al timore che i vari paesi in difficoltà risultassero insolventi.

Ora, però, nonostante le voci di un possibile default greco, i rendimenti dei bond italiani non sono assolutamenti saliti alle stelle, come si sarebbe potuto attendere. Infatti, i rendimenti sui bond italiani decennali sono scesi a circa 5,50%, vale a dire il più basso livello dal settembre scorso.

Alcuni analisti sostengono che l’appeal di Mario Monti abbia influito positivamente sugli investitori, dal momento che i rendimenti dei titoli sono scesi in maniera considerevole dal 7% che detenevano quando il primo ministro italiano è entrato in carica.

Secondo gli analisti il piano di ripulitura e riforma post-Berlusconi sta funzionando. Nello sforzo di abbassare il debito pubblico nazionale di 1,9 trilioni di euro, il governo italiano ha approvato un taglio di bilancio di venti miliardi di euro, pianificando un incremento della pressione fiscale sul carburante, tagli alle pensioni e aumentando le tasse sugli immobili.

Da un altro punto di vista, per rilanciare la crescita economica, Monti ha enumerato un pò di riforme volte a liberalizzare alcuni settori per promuovere la concorrenza e creare nuovi posti di lavoro. Per fare un esempio, ha dichiarato che il processo per l’apertura di una nuova azienda sarà semplificato, così come verranno rilasciate più licenze per gli autisti dei taxi.

I fautori di Monti pensano che queste ricette abbiano influito sugli investitori, convicendoli del fatto che la terza più grande economia europea può tener testa alla crisi del debito sovrano e ai rendimenti dei titoli.

Non tutti, però, sono stati positivamente impressionati da Monti. Gli scettici sostengono infatti che il calo dei rendimenti non è un merito da attribuire al magico lavoro di Monti. Sostengono, infatti, che l’unico cambiamento rilevante che Monti abbia introdotto riguarda la riforma del sistema pensionistico, alzando l’età pensionabile delle donne da sessantadue a sessantasei anni a partire dal 2018 per metterla in competizione con quella maschile.

Quale sarà allora il fattore che impedisce ai rendimenti di salire?

Alcuni dei critici di Mario Monti sostengono che il merito sia da attibuire a Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea.

La banca centrale ha infatti lanciato a dicembre un programma di prestito sul modello LTRO. Ha incrementato la liquidità predisponendo prestiti triennali alle banche al tasso scontato dell’1%. Draghi e la BCE pensano infatti che facendo in modo che le banche possano accedere a capitali scontati, queste potranno impiegare il denaro per comprare titoli di stato con alti rendimenti. Alcuni economisti sostengono che sia proprio questo il fattore che ha influito sull’abbassamento dei rendimenti.

Se si guarda il grafico dei bond decennali, si può vedere che i rendimenti sono calati sia dopo che Monti ha avuto l’incarico governativo, sia dopo che la Banca Centrale Europea ha annunciato la sua offerta di liquidità.

Possiamo quindi concludere dicendo che l’abbassamento dei rendimenti dei titoli di stato italiani è dovuto a entrambi i fattori e augurandoci che lo sguardo degli investitori sull’Italia rimanga stabile il più a lungo possibile.