Avevamo scritto in un precedente articolo che la resilienza della Cina durante la crisi finanziaria del 2008 aveva suscitato l’invidia di molte nazioni. Tuttavia, sembra che la grande Cina abbia anche qualche fastidioso sassolino nella sua economia! Questi i quattro punti dolenti:
1. L’inflazione elevata
Proprio la settimana scorsa, abbiamo visto che l’inflazione è salita al suo ritmo più veloce in quasi tre anni: il dato di maggio del CPI si attestato al 5,5%.
Ricordiamo che l’inflazione (cioè l’aumento dei costi per beni e servizi) mina il potere d’acquisto dei consumatori. Ecco perchè la Banca Centrale della Cina (PBOC)) ha alzato il coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) per la terza volta quest’anno di altri 50 punti, giusto lo scorso Martedì.
Questo significa che le banche nel paese devono lasciare il 21,5% dei loro depositi a giacere nei loro caveau. Bloccando i fondi, si riducono i soldi in circolazione (prestiti o investimenti), e ciò potrebbe aiutare ad addomesticare l’inflazione.
2. Rallentamento della crescita
Peccato che il movimento della Cina verso una politica monetaria più restrittiva non sia tutto e solo positivo. Gli oppositori pensano che la crescita economica soffrirebbe in conseguenza di una «marcia al rialzo» da parte della PBOC. Perché? Basti pensare al costo opportunità di tutto quel denaro che sta raccogliendo polvere, e che la gente potrebbe utilizzare per gli investimenti e la spesa!
In effetti, alcuni guru dell’economia hanno detto che la delusione provocata dal più recente report sulla produzione rifletterebbe già gli effetti collaterali della politica monetaria di serraggio adottata dalla banca centrale.
Il calcolo del governo dimostra che l’attività produttiva è calata per il terzo mese consecutivo nel mese di giugno con l’indice in discesa a 50,9 dal 52,0 di maggio. Nel frattempo, l’ HSBC PMI manifatturiero ha toccato il livello di 50,1 nel mese di giugno , il più basso degli ultimi 11 mesi.
3. Bolla immobiliare
L’effetto «bolla» dell’azione della PBOC si estende anche al mercato immobiliare della Cina. I prezzi degli immobili nel paese sono saliti ai loro massimi, in parte grazie ai bassi tassi di interesse nel paese. Ma, se la banca centrale continua a stringere la sua politica monetaria, l’acquisizione di prestiti diventerà ancora più onerosa. Ciò significa che la domanda di case, probabilmente, registrerà una flessione.
Inoltre, non è di aiuto che il governo si sia lanciato in una frenetica spesa per la realizzazione di infrastrutture edilizie, che potrebbe provocare un eccesso di offerta in immobili commerciali e residenziali.
Gli analisti stimano che i prezzi delle case potrebbero scendere del 10% entro il prossimo anno.
Anche S&P deve aver fatto le sue ricerche sul mercato immobiliare cinese. Nel mese di giugno, l’agenzia di rating del credito ha abbassato le sue previsioni per lo sviluppo del settore immobiliare in Cina da «stabile» a «negativo».
4. Debito crescente
Come gli Stati Uniti e la Zona Euro, la Cina ha problemi di debito!
I governi locali hanno accumulato 10.700 miliardi CNY (1,65 trilioni di dollari) di debiti alla fine del 2010. Secondo il National Audit Office, sarebbe pari al 26,9% del PIL del Paese per l’anno.
Come se ciò non bastasse, Moody ha detto che i calcoli del governo potrebbe anche essere sottostimati di circa 3.500 miliardi CNY! Orrore!
Dov’è finito tutto quel denaro?
La maggior parte di esso sarebbe stato utilizzato per finanziare progetti di infrastrutture. I governi locali sono stati autorizzati a emettere obbligazioni per pagare le loro spese a seguito della crisi finanziaria del 2008. Certo questo ha contribuito a mantenere l’economia a galla quando il vento ha soffiato contro, ma ha anche legittimato i governi locali i spendere più di quello che potevano permettersi.
Se i debiti aumenteranno, le banche che detengono la maggior parte delle obbligazioni avranno probabilmente bisogno di essere salvate dal governo nazionale.
Restiamo sintonizzati sul canale cinese in attesa dei rapporti economici che abbiamo a disposizione questa settimana per valutare meglio in quale direzione sta andando l’economia della Cina!