Se è vero che il mondo è in lenta ripresa, questa è però ancora molto fragile.
Per qualcuno la crescita è molto cambiata - alcuni la definiscono “divergente” - nelle varie regioni. Mentre alcune importanti economie sono in forte espansione, altre stanno appena crescendo. E ci sono anche quelle cadute in recessione.
L’alto livello di disoccupazione nelle nazioni sviluppate è un problema enorme. Negli Stati Uniti, la disoccupazione è al 9,1%. Il tasso di sottoccupazione che comprende i lavoratori che preferirebbero lavorare a tempo pieno ma non possono, è bloccato a circa il 16%. La Zona Euro condivide la stessa sorte, poichè la percentuale della forza lavoro senza occupazione è al 9,9%
Nel Regno Unito, lo scenario è leggermente meno tetro: il tasso di disoccupazione è sceso al 7,7% dal picco dell’ 8,0% a marzo. Lo stesso vale per il Giappone. Il tasso di disoccupazione del Paese è stato segnalato in calo al 4,5% dal 4,7% il mese scorso.
L’inflazione sta iniziando ad aumentare ad un ritmo rapido, complici i prezzi del gas e dei generi alimentari. In generale, il singolo aumento dell’inflazione non è un fattore “troppo” negativo, ma, accompagnato da una crescita lenta, allora diventa un problema.
Ma la Cina sembra avere tutto sotto controllo.
In risposta a tutto questo, la nazione sta attuando politiche economiche che sposteranno gradualmente la sua economia da un approccio “esportatore dipendente,” ad uno fortemente orientato alla domanda interna.
Secondo il Premiere cinese Wen Jiabao, la Cina sta impegnandosi in un programma di stimolo incentrato sul mantenimento della crescita, il miglioramento del tenore di vita, e l’attuazione di riforma avanzate.
Il risultato?
Beh, finora, il programma sembra funzionare. Il PIL cinese è cresciuto ad un tasso medio del 9,7% dal 2008 al 2010, molto meglio di quello che altre nazioni sviluppate hanno saputo fare.
Anche gli investimenti si sono ripresi, dopo che il governo ha fatto utilizzare un programma di 4.000 miliardi di yuan.
Nel corso degli ultimi anni, sono stati costruiti oltre 10.000 km e 300.000 km di ferrovie e strade
Nel frattempo, oltre 6,5 milioni di abitazioni rurali e urbane sono state costruite in aree che sono state colpite dal terremoto di Wenchuan, nel 2008.
Il programma di stimolo sembra anche aver pompato sulla domanda interna, poichè il surplus commerciale in rapporto al PIL è sceso dal 7,5% del 2007 al solo 3,1% dello scorso anno. Questo indica che le esportazioni stanno giocando un ruolo minore nell’ alimentazione del PIL cinese.
Mentre la Cina ha ancora molta strada da fare prima di avere un’economia veramente equilibrata, queste politiche sono tutti piccoli passi nella giusta direzione. I funzionari cinesi comprendono il ruolo centrale che la Cina gioca nel riequilibrio dell’economia globale.
Il mercato cinese è enorme e il continuo miglioramento della domanda interna aiuterà le altre economie a rimettersi in piedi facendo in modo che il loro deficit commerciale torni sotto controllo.
Con il governo cinese che sta entrando in un nuovo piano quinquennale, Jiaobao promette che il governo cinese continuerà a promuovere un’economia più equilibrata orientata verso l’industrializzazione e l’urbanizzazione.
Nel corso del tempo, l’economia cinese sarà sempre più internazionalizzata e coordinata con gli altri paesi per quanto riguarda la politica macroeconomica.
Nel tempo, si spera che questi sforzi possano portare ad una economia globale più stabile e sostenibile, quella in cui il crollo di una economia non costituirebbe la rovina di tutto il sistema.
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