Brasile 2014: quanto costano i mondiali?

L’organizzazione dei mondiali 2014 è costata al Brasile molto più di quanto si aspettava. Cittadini imbufaliti promettono scioperi e proteste per un evento che la Nazione non poteva permettersi

Tre giorni. Mancano solo tre giorni all’inizio dei Mondiali 2014 che si giocheranno in Brasile. L’attesa, in Italia come altrove, è spasmodica. Milioni di persone cominciano ad organizzarsi. Gli Italiani attendono le 24.00 del 14 giugno come se si trattasse di Capodanno e non di un sabato sera qualunque. Faremo tutti le ore piccole, questo è certo.

Il debutto degli Azzurri è contro l’Inghilterra, una Nazionale combattiva e ostica che già in passato ha dimostrato di saperci fare male. Ma la fiducia su De Rossi & Co. rimane alta. E se non vogliamo parlare di «fiducia», allora chiamiamola almeno speranza.

E’ l’evento dell’anno, non ci sono dubbi. Il Brasile ha cercato in tutti i modi di farcela, di rispettare le scadenze, di costruire e migliorare strade, aeroporti, stadi, ecc., ma gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che più di un errore è stato fatto.

Lo sciopero dei lavoratori della metro di San Paolo che ha causato l’ingorgo storico di 209 chilometri è solo l’avvenimento più rappresentativo. La vicenda, senza dubbio motivata da altri, ben più tangibili problemi, è strettamente collegata ai Mondiali.

Perché i brasiliani non possono accettare che il loro Governo spenda miliardi per organizzare una manifestazione sportiva quando loro sono costretti a vivere nel degrado, nell’indigenza, circondati da criminalità in quelle favelas (o almeno, in quelle che non sono state sgombrate dall’autorità per far posto «all’edilizia mondiale») i cui sono nati e da cui non riescono ad uscire.

Miliardi che probabilmente andavano spesi in altro modo. Miliardi previsti, ma anche miliardi non calcolati. Perchè il reale costo dei Mondiali FIFA 2014 rimane un mistero.

Mondiali 2014: quanto costano?
Poco più di un anno fa il segretario esecutivo del ministero dello sport brasiliano, Luis Fernandes, aveva dichiarato che la spesa totale del Governo per i mondiali si sarebbe aggirata intorno ai 33 miliardi di reais, corrispondenti a 15 miliardi di dollari, l’85% dei quali derivanti da fondi pubblici.

Una spesa giustificata con il fatto che ospitare l’evento avrebbe considerevolmente implementato la mobilità delle 12 città in cui si giocheranno le partite.

Ma presto a San Paolo ci si è resi conto di due cose:

  1. il gioco non vale la candela,
  2. le previsioni non sono state e non saranno mai rispettate.

Da qui la rabbia dei brasiliani. Secondo un sondaggio realizzato da Pew Global infatti, il 72% di essi si dichiara insoddisfatto per la situazione in cui versa il Paese contro il 49% del 2013. Il motivo di questo aumento risiederebbe anche nei soldi spesi per i Mondiali.

Il costo reale però rimane un segreto. Si parla di una cifra compresa tra i 13,4 e i 66,1 miliardi di dollari. Una forbice talmente ampia da non poter dare nessun tipo di riferimento chiaro.

Secondo Felipe Salto, esperto brasiliano di spesa pubblica, l’incremento delle spese sarebbe dovuto ai numerosi ritardi nella realizzazione delle opere architettoniche, ma anche nell’inefficienza e nella corruzione che hanno caratterizzato l’organizzazione.

Il Governo Brasiliano continua a parlare di 13, 5 miliardi di spesa, ma tale ammontare è stato smentito dall’Abdib, Associazione brasiliana di infrastruttura e industria di base, che parla invece di 48 miliardi di dollari.

Ancora più alto il costo indicato dallo studio realizzato da Ernst & Young Terco e dalla Fondazione Getulio Vargas, che calcola una spesa di 63 miliardi, sottolineando inoltre che, per evitare un black out nel corso dei 14 giorni in cui si terrà l’evento, il Brasile ha dovuto sborsare 2,7 miliardi di dollari solo per migliorare il sistema elettrico.

Il precedente
Eppure secondo molti tutto questo poteva essere previsto anni fa. In un articolo dal titolo «Coppa a qualsiasi costo» il quotidiano Folha de Sao Paulo scriveva che il Mondiale avrebbe dissanguato la Nazione. Tale opinione si basava sul precedente dei Giochi Panamericani del 2007, quando il Governo di Brasilia arrivò a spendere 10 volte più di quanto preannunciato.

Ma la stessa storia dei Mondiali dimostra che spesso le spese superano i guadagni. Nel 2010 infatti il Sudafrica prevedeva, dall’organizzazione dell’evento sportivo, un guadagno di 600 milioni di dollari. Il risultato? Ha perso più di due miliardi, causando la rabbia, più che giustificata, dei suoi cittadini.

Il Brasile è un Paese in via di sviluppo che, per trovare i soldi necessari, ha dovuto attuare ingenti tagli alla spesa pubblica e e ai programmi indirizzati ai meno abbienti e alla classe operaia.

Si è preferito investire miliardi in strutture sportive, strade e autostrade costringendo i cittadini al sacrificio. Per loro, il calcio vale tanto, ma forse avrebbero preferito che quel denaro venisse speso per migliorare le loro vite e non uno stadio.

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