MPS in profondo rosso in attesa del Cda. Ecco le ultime notizie e gli ordini del giorno previsti
Monte dei Paschi in profondo rosso in attesa del cda. Oggi pomeriggio infatti si riunirà il consiglio di amministrazione della banca guidata da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Una riunione di importanza capitale nella quale si discuterà del futuro di MPS. L’amministratore delegato e il presidente dell’Istituto illustreranno i punti cardine del confronto con il supervisory board della Bce, organo di vigilanza unico europea, e le controdeduzioni presentate da Siena. Gli ordini del giorno riguarderanno in particolare le svalutazioni da effettuare sui crediti e il Core Tier 1 da raggiungere per rispondere alle richieste della Banca Centrale Europea, dopo il fallimento degli stress test.
Ricordiamo inoltre che, secondo indiscrezioni di stampa circolate pochi giorni fa, la Fondazione MPS starebbe vagliando l’ipotesi di non partecipare all’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro previsto per i prossimi mesi.
Secondo quanto riportato da Repubblica, i la Fondazione dovrebbe sborsare ben 62,5milioni di euro per mantenere intatta la partecipazione del 2,5% in Monte dei Paschi. Una cifra considerata troppo alta dall’ente senese. In aggiunta,e la ricapitalizzazione presenterebbe alcune criticità quali l’assenza di indicazioni concrete nel processo di ristrutturazione, ma soprattutto la mancanza di delucidazioni sulla distribuzione di dividendi.
Nel frattempo, gli investitori sembrano avere sempre più dubbi. A Piazza Affari l’andamento del titolo MPS appare contrastato. Dopo un avvio in leggero rialzo (+0,2%) le azioni della banca senese cedono a metà seduta l’1,86% a 0,47%, segno che la preoccupazione del mercato sale man mano che ci si avvicina al cda.
Sottolineiamo infine che da oggi è nuovamente possibile assumere posizioni nette corte sul titolo MPS e sui suoi derivati. Le operazioni di short selling sono infatti ricominciate questa mattina dopo il divieto imposto dalla Consob lo scorso 27 ottobre (rinnovato l’11 novembre) allo scopo di contrastare l’alta volatilità abbattutasi sulle azioni dell’istituto dopo il fallimento degli stress test imposti dalla BCE.
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