MPS, terza seduta da incubo consecutiva. Titolo in forte ribasso a causa del downgrade di Fitch mentre continuano le indiscrezioni su un aumento di capitale a forte sconto
Monte dei Paschi in profondo rosso a Piazza Affari. Alle 15.00, il ribasso è pari al 3,72%, una flessione che sommata alle perdite degli ultimi giorni, decreta l’ennesimo tonfo borsistico della quotata senese.
A scatenare le vendite oggi, il pesantissimo downgrade di Fitch che ha declassato Monte dei Paschi a livello B-, quello dei titoli speculativi a rischio default. Un’altra tegola dopo le indiscrezioni su un possibile aumento di capitale a forte sconto, che ha spinto gli investitori a liberarsi delle azioni della banca ". Per capire quale sia il trend degli ultimi giorni, basta un semplice grafico:
(Fonte: Borsa Italiana)
MPS: il downgrade di Fitch
Gli esperti di Fitch hanno deciso di portare il rating di lungo termine di Monte dei paschi da BBB a B-, due gradini in meno che hanno un solo significato: bocciatura totale. MPS infatti si avvicina pericolosamente al livello CCC, giudizio che preannuncia un imminente default.
Ma forse una speranza c’è e si chiama aumento di capitale. Secondo l’agenzia di rating infatti, l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro previsto per la fine del mese potrebbe essere la base della ripresa e soprattutto della risalita del merito di credito della quotata toscana. Insomma, il giudizio potrebbe nuovamente cambiare (e stavolta in meglio) nel caso in cui l’aumento di capitale avesse gli effetti desiderati.
MPS: aumento di capitale scontato
Ma in questo frangente i timori sono tanti. Da lunedì 18 maggio, giorno in cui è stato effettuato il raggruppamento delle azioni, si susseguono rumors relativi a un possibile aumento di capitale con uno sconto sul Terp pari al 35-40%. A riportare la notizia è il Messaggero che preannuncia dunque uno scenario simile a quello verificatosi lo scorso anno, quando la ricapitalizzazione venne effettuata con uno sconto sul prezzo
teorico dell’azione dopo lo stacco del diritto di opzione pari al 35,5%.
A questo punto dunque, non ci resta che aspettare.
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