Borsa: MPS chiude ai minimi storici su indiscrezioni aumento di capitale. Una crisi senza fine

Vittoria Patanè

30/01/2015

MPS chiude con una perdita del 7,79% sulle indiscrezioni relative all’aumento. In una settimana perso più del 20%. Tutte le novità borsistiche, finanziarie e giudiziarie su Monte dei Paschi

Borsa: MPS chiude ai minimi storici su indiscrezioni aumento di capitale. Una crisi senza fine

Come avevamo anticipato lo scorso 16 gennaio, l’aumento di capitale di MPS, previsto nel business plan a seguito del fallimento degli stress test imposti dalla BCE potrebbe avere un importo superiore rispetto a quello annunciato alcuni mesi fa (2,5 miliardi di euro).

La preoccupazione del mercato sul futuro di Monte dei Paschi, cresce di giorno in giorno. Le nuove ipotesi sulla ricapitalizzazione e il concomitante ritorno delle operazioni di short selling sul titolo (dopo lo stop di oltre tre mesi deciso dalla Consob lo scorso 27 ottobre e confermato l’11 novembre), hanno determinato un vero e proprio crollo a Piazza Affari.

Una giornata borsistica da dimenticare quella di oggi per la banca senese. Iniziata male, continuata in asta di volatilità e conclusasi ancora peggio. Le azioni MPS aggiornano infatti i nuovi minimi storici, scendendo a 0,40 euro dopo una perdita pari al 7,83%.

Ma c’è di più, perché guardando i risultati degli ultimi otto giorni, il titolo Monte dei Paschi ha lasciato per strada più del 20% del proprio valore, inanellando un ribasso dopo l’altro. Una prestazione da incubo che aumenta i dubbi sull’istituto più antico d’Italia e fa salire la tensione dei mercati.

(Fonte: Borsa Italiana)

Come affermato in precedenza, gli investitori temono l’entità dell’aumento di capitale previsto per la prossima primavera. 2,5 miliardi di euro infatti potrebbero non bastare. Inoltre pochi giorni fa la Fondazione MPS ha affermato che starebbe vagliando l’ipotesi di non sottoscrivere la ricapitalizzazione (che le costerebbe 62,5%), poiché l’esborso previsto non sarebbe sostenibile.

Nel frattempo, a Milano sono in molti a pensare che presto MPS andrà sotto l’ala protettrice di un’altro istituto. L’ipotesi più accreditata è quella di Ubi Banca. L’aggregazione potrebbe andare infatti a buon fine anche grazie alla riforma bancaria annunciata dal Governo Renzi nel corso dell’ultima settimana.

In questo contesto, continuano le vicissitudini giudiziarie dell’Istituto. Ieri sono state depositate le motivazioni della condanna degli ex vertici della Banca. Secondo i giudici dietro al derivato Alexandria e al contratto stipulato con Nomura c’era un vero e proprio «disegno criminoso».

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