A breve 500.000 studenti italiani saranno alle prese con l’esame di maturità e con…il bonus maturità. Che cos’è? Si tratta di una Riforma nata nel Governo Prodi (2007) e trasformata in legge dall’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che prevede un sistema definito già da molti discriminatorio e antimeritocratico. Bonus maturità: bonus dell’ingiustizia? Vediamo perché.
Bonus maturità: come funziona?
Chi supererà l’esame di maturità con una votazione da 80 a 100 potrà beneficiare di un bonus da 4 a 10 punti da sfruttare nell’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, quali ad esempio medicina, veterinaria, architettura, odontoiatria e altre professioni sanitarie. Il decreto n. 334/2013 dello scorso 24 aprile stabilisce che i bonus
“saranno attribuiti esclusivamente ai candidati che hanno ottenuto un voto di maturità almeno pari a 80/100, rapportato alla distribuzione in percentili dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell’anno nell’anno scolastico 2011/12”.
In sostanza, il bonus non rifletterà la votazione effettivamente ottenuta, bensì sarà rapportato alla distribuzione in percentili dei voti conseguiti dai maturandi nell’anno precedente. La cosa discutibile è che i percentili variano da scuola a scuola e da città a città. Così uno studente della scuola A e uno studente della scuola B pur avendo ottenuto la stessa votazione di maturità potranno avere un punteggio diverso in base al percentile delle rispettive scuole.
I percentili
I percentili dividono una distribuzione in 100 parti uguali, infatti, dato un certo campione, il percentile ennesimo è il valore che divide il numero percentuale dei dati dal resto (ad esempio il 50° percentile è la mediana).
Il percentile relativo alla votazione del diploma è la percentuale di studenti che hanno conseguito un voto di diploma uguale o inferiore rispetto a quello stabilito dal percentile medesimo nell’anno scolastico di riferimento. Quindi lo studente non ottiene il punteggio solo in base al proprio voto di maturità, ma in base al proprio ranking rispetto agli altri studenti della sua scuola che hanno sostenuto l’esame di maturità l’anno precedente.
Come vengono determinati i percentili?
In base alla votazione dell’anno scolastico 2011/2012 di ciascuna scuola. In sostanza, per ottenere il massimo del bonus (10 punti) lo studente dovrà conseguire il diploma con una votazione che nell’anno scolastico di riferimento è stata superata dal 5% degli studenti della stessa scuola. Insomma, il sistema è sicuramente molto complicato e potrebbe penalizzare i licei rispetto ai tecnici, così come le scuole pubbliche rispetto a quelle private.
La tabella dei percentili è disponibile sul sito www.universitaly.it (fonte dei grafici).
Elementi discutibili:
- ha senso essere valutati in base al ranking?
- il voto di maturità non viene considerato in modo oggettivo, né tantomeno uniforme su tutto il territorio nazionale.
Alla luce dei grafici e di quanto argomentato è possibile ipotizzare che:
- in alcune scuole potrebbe accadere che uno studente con votazione 100 e lode non raggiunga i 10 punti di bonus;
- se uno studente ha preso almeno 80 e l’anno passato gli studenti sono stati piuttosto scarsi o i professori severi potrà raggiungere il punteggio massimo di bonus senza avere conseguito un voto altissimo;
- se uno studente ha frequentato una scuola che l’anno passato ha distribuito voti piuttosto alti, potrebbe rischiare di ottenere pochi punti pur essendo bravo.
Piovono proteste
Il Presidente della Crui (Conferenza dei rettori), Marco Mancini, ha chiesto il congelamento del bonus maturità perché “occorre probabilmente una fase di riflessione in più” prima di darvi piena attuazione. Parere condiviso dal Rettore della Sapienza di Roma, Luigi Frati, “per evitare una valanga di ricorsi giudiziari”.
La critica principale e unanime è che il bonus non sia espressione di un’uguaglianza sostanziale, perché viene calcolato in base alla scuola e alla città e non a livello nazionale.
Questo potrebbe generare poca trasparenza, nonchè penalizzazioni per gli studenti che hanno lanciato una petizione per chiedere al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza l’abolizione del bonus maturità su www.charge.org.
In un momento in cui il Governo usa spesso la parola semplificazione, che senso ha introdurre un sistema logicamente discutibile? Il segretario della Cgil-Flc, Domenico Pantaleo, ha dichiarato:
“Il ministero ha deciso di intervenire per ristabilire un minimo d’ordine. Ma a me pare che siamo già in ritardo. Si tratta di un pasticcio combinato dal precedente ministro, è iniquo perché non c’è un criterio univoco nel bonus. Va azzerato tutto prima che si determini una grande confusione, come sta già accadendo. Si corra pure al riparo, ma siamo già alla vigilia degli esami”.