Blue Monday: cos’è, significato e perché tutti ne parlano

Matteo Novelli

18 Gennaio 2021 - 08:30

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18 gennaio 2021: Blue Monday, il giorno più triste dell’anno è arrivato ed è pronto a essere celebrato online su Instagram, Facebook e Twitter. Cosa significa?

Blue Monday: cos'è, significato e perché tutti ne parlano

Cos’è il Blue Monday: ovvero, il giorno più triste dell’anno. Ne parlano tutti, eppure in molti non sanno cosa significa e a cosa si riferisca davvero si riferisca il lunedì blu. Da Instagram a Facebook, passando per Twitter, nei social è boom di post dedicati a questa particolare giornata, accompagnati dall’apposito hashtag di riferimento #BlueMonday. Quando cade precisamente?

Sono molti i trend che ogni mese invadono il mondo del web, alcuni cadono in precisi momenti dell’anno (come il culto di Ascanio in Italia) altri sono invece frutto di un breve momento che diventa virale come la Ten Years Challenge. In realtà, la fenomenologia del Blue Monday (e la sua tradizione) è piuttosto recente: nessun fondamento religioso o tanto meno fantascientifico, anzi l’origine di questo particolare giorno è molto più commerciale di quello che potrebbe sembrare.

Blue Monday 2021: significato e origine

Le origini del Blue Monday risalgono infatti al 2005, in Gran Bretagna, a opera di Cliff Arnall (divulgatore scientifico e psicologo presso l’Università di Cardiff).

In un articolo pubblicato all’epoca sulla rivista The Guardian, Arnall dichiarò di aver individuato la formula perfetta per analizzare la tendenza dei clienti delle compagnie e delle agenzie di vacanze a prenotare un viaggio. Nella disequazione, che analizzava diversi fattori come la distanza dal Natale, il fallimento dei buoni propositi di inizio anno, la capacità di fronteggiare spese imminenti, la motivazione ad agire degli individui e persino le condizioni meteorologiche; lo psicologo dichiarava la tendenza delle persone a prenotare un viaggio o una vacanza in condizioni di profondo malumore.

La teoria è stata messa fin da subito sotto accusa dalla comunità scientifica e da diversi neuroscienziati, e allo stesso tempo il comunicato contenente la formula segreta venne acquistata da una importante agenzia pubblicitaria, la Porter Novelli, che nel corso degli anni sfruttò ampiamente il «marchio» Blue Monday per una serie di campagne di marketing mirate.

In realtà, sarebbe stata la stessa agenzia a creare ad hoc il comunicato, da offrire poi a diversi ricercatori (tra cui Ardnall) che ne avrebbero poi rivendicato la paternità, rendendo famoso quello che, in realtà, è un fenomeno creato a tavolino.

Sei depresso? Prenota un viaggio, compra un auto, cambia look: uno slogan da applicare a una giornata come tante, con lo scopo di farci credere qualcosa che, in realtà, non ha un vero e proprio fondamento.

Oggi i social utilizzano il Blue Monday per meme, foto a tema e stati all’insegna dell’ironia. La tristezza è uno stato d’animo che non conosce data, o quasi: secondo la formula di Arnall il Blue Monday cade, per l’emisfero boreale, il terzo lunedì del mese di gennaio. Per onorarlo oggi, basta condividere un post a tema su Instagram o Facebook, consci però di essere parte di una simpatica tradizione che vive grazie all’entusiasmo degli utenti.

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