Fanno discutere le dichiarazione del numero uno della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, che ha definito «frustrante» la crescita USA.
Secondo Bernanke la crescita statunitense è ancora troppo lenta e chiaramente esposta agli effetti della crisi europea del debito. E’ preoccupante e ancora lontano dalla normalità, ha affermato, anche il tasso di disoccupazione, nonostante la recente inversione di tendenza.
Da qui, l’appello di Bernanke al Congresso affinchè non ostacoli la ripresa e lavori a un piano di lungo termine che assicuri la necessaria stabilità ai conti pubblici. La FED, fa sapere Bernanke, prenderà da parte sua tutte le misure necessarie a difendere l’economia statunitense dal contagio europeo.
I commentatori hanno rilevato il collegamento fra la «volata» di Bernanke e la presentazione ormai prossima del piano economico del presidente Obama. Secondo alcune indiscrezioni del Wall Street Journal, il piano prevede un risparmio di tremila miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Entrate che la Casa Bianca mette in conto di ottenere anche grazie a millecinquecento miliardi di dollari in entrate fiscali complessive provenienti da un incremento della tassazione sui redditi milionari. Secondo il Wall Street Journal le entrate dovrebbero in primo luogo aumentare di settecentocinquanta miliardi solo grazie alla fine delle agevolazioni fiscali dell’era Bush, di cui hanno beneficiato le famiglie con un reddito superiore ai duecentocinquantamila dollari annui. In secondo luogo, dovrebbe arrivare la cosiddetta Buffet Rule, secondo cui le famiglie che guadagnano oltre un milione di dollari l’anno non solo saranno private delle attuali deduzioni, ma dovranno pagare almeno il 30% di tasse.
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