Mentre la fiducia sull’Irlanda va diminuendo con tanto di taglio del rating da parte di S&P, le cose in Italia sembrano prepararsi per un teatrino simile, solo più divertente e colorato (all’Italiana) e soprattutto con proporzioni rispetto all’economia della zona Euro molto superiori rispetto all’Irlanda.
Ieri sera Berlusconi è intervenuto a Ballarò finendo per sbattere il telefono in faccia a Giovanni Floris, segno evidente della grande tensione ddi cui si è ormai caricato il premier italiano.
Le spinte scissioniste e ribaltatrici dei finiani stanno avendo l’effetto sperato da buona parte della classe politica italiana: togliere la terra sotto ai piedi al cavaliere e liberare così a più soggetti una poltrona (e tutta una serie di poltrone collegate) occupata da ormai quasi 20 anni da un solo soggetto.
La paura di molti politici, Fini in primis, di arrivare all’età della pensione o della demenza senile con Berlusconi ancora in sella ha trovato sfogo in un momento quantomeno sbagliato: i nuovi venti di sfiducia verso l’Irlanda rischiano di nuovo di scatenare un effetto domino sui vari paesi problematici dell’area Euro e tra questi, con il debito pubblico più grande d’Europa, c’è anche l’Italia.
Trovarsi a dover fronteggiare una crisi di debito con un ministro dell’economia uscente o peggio vacante sarebbe tremendo. Un governo tecnico attuerebbe forse a cuor leggero le misure di austerità che prima o poi verranno imposte anche all’Italia, ed anche questa prospettiva sarebbe poco entusiasmante (aumento ulteriore delle tasse, tagli al welfare anche se c’è rimasto poco da tagliare, possibilissima tassa patrimoniale stile Amato).
Insomma, come al solito il mondo «a sè stante» della politica naviga in pessime acque con un tempismo perfettamente sbagliato. Viene quasi da pensare che lo facciano apposta....
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