Berlusconi al G20 per frenare la speculazione finanziaria

Redazione

11/11/2010

Berlusconi al G20 per frenare la speculazione finanziaria

Il premier italiano Silvio Berlusconi ha pubblicato una lettera aperta anticipando l’apertura del G20 di Seoul. Nello scritto di Berlusconi appare chiaro come la dichiarazione di intenti sia quella di porre un freno alla speculazione che ha scatenato la crisi prima e che ora sta dando seri problemi agli stati, in difficoltà tra debiti publici crescenti ed un economia che stenta a riprendersi.

Così il Premier nella sua lettera: “Le regole e la vigilanza devono riguardare anche i mercati precedentemente non regolamentati. Credo, pertanto, che i leader dovrebbero ribadire il loro impegno ad affrontare il tema delle attività over-the-counter e ad incrementare l’utilizzo di strumenti semplificati e standardizzati, che siano negoziati in mercati trasparenti e regolamentati con sistemi di compensazione centralizzati e margini di garanzia elevati, in particolare nei mercati dell’energia e delle materie prime”.

Berlusconi continua dicendo che “in aggiunta, dovremmo prendere in considerazione ulteriori misure, come la limitazione delle vendite a breve termine allo scoperto e l’imposizione di margini di garanzia elevati sui derivati, senza distorcere i meccanismi del mercato, al fine di scoraggiare operazioni esclusivamente speculative.
Un quadro normativo più trasparente ed efficiente deve essere parte integrante del nostro sforzo complessivo per la promozione della sicurezza energetica ed alimentare. Credo, pertanto, che a Seoul noi, leader del G20, dobbiamo fare pressione perché siano prese azioni immediate e incisive”.

Insomma, i governi hanno seri problemi a gestire le scorie della crisi e cercano di sottolineare come le colpe originarie della crisi siano da addebitarsi alle grandi banche d’affari ed agli speculatori.

Rimane da capire come andrà a finire la faccenda, il G20 di oggi certamente non rappresenterà un punto di arrivo sulla questione. Permane uno stallo che prima o poi dovra sfogare in una nuova crisi: se l’economia dovesse riprendersi sarà naturale alzare i tassi di interesse, ma questo potrebbe schiacciare moltissimi stati sotto il peso del debito pubblico. La speculazione sui CDS e similari non aiuta certamente in questo senso.

SONDAGGIO