La riunione della scorsa notte alla Bank of Japan ha deciso di mantenere i tassi invariati allo 0,10%. Presa, però, anche la decisione di incrementare il programma di acquisto dei bond per una cifra di dieci trilioni di yen, vale a dire centoventotto miliardi di dollari statunitensi.
La decisione ha colto di sorpresa gli analisti e si giustifica per il fatto che è una reazione alla decisione della Federal Reserve che, dopo aver stabilito un target per l’inflazione al 2%, ha comunicato la possibilità dell’entrata in campo di un nuovo Quatitative Easing. La banca centrale giapponese mostra così di non retrocedere o arrendersi davanti alla deflazione, è stato infatti fissato un target dell’inflazione all’1%. Gli analisti considerano che la mossa della Bank of Japan sia da considerare come un movimento preventivo per evitare che si verifichino ulteriori svalutazione del dollaro rispetto all yen, se dovvesse diminuire la liquidità in circolazione.
La decisione dell’istituto di credito giapponese fa così passare il fondo per l’acquisto di bond a trentamila miliardi di yen e non ha mancato di far registrato il suo effetto sulla performance dello yen, sebbene i prezzi non abbiano oltrepassato la resistenza- chiave di 78.30.
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