Telecom minaccia di ricorrere alla Commissione Europea nel caso in cui il Governo decidesse di affidare la realizzazione della banda ultralarga a Enel. Ecco i motivi
Telecom non ha alcuna intenzione di darsi per vinta senza combattere. Il colosso delle telecomunicazioni minaccia di presentare ricorso in Europa nel caso in cui «altri soggetti» (Enel) ricevessero aiuti di Stato per realizzare la rete broadband.
La decisione arriva dopo le indiscrezioni circolate ieri relative alla volontà del Governo Renzi di affidare alla società energetica il compito di realizzare la rete di cavi elettrici volta ad ampliare la fibra ottica in Italia. La volontà dell’Esecutivo sarebbe infatti quella di sfruttare la necessità di cambiare i vecchi contatori, per affiancare la fibra ottica ai cavi elettrici.
Una scelta che però taglierebbe del tutto fuori Telecom che da tempo annuncia la volontà di portare la fibra in modalità Fttc o addirittura Fttb/h in più di 40 città. Ma se in quelle città sarà attivo un soggetto privato (Telecom appunto), ciò escluderà la presenza di altri operatori supportati da aiuti di Stato (Enel).
Su quest’ultimo punto l’azienda di Tlc non transige ed è pronta a rivolgersi a Bruxelles presentando un ricorso ufficiale alla Commissione Europea per evitare che dei concorrenti ricevano soldi statali. Lo scopo è quello di chiedere all’UE di imporre il ritiro o il rimborso dei suddetti incentivi, quantomeno nei territori in cui Telecom investe con denaro privato.
I mercati reagiscono alla notizia punendo entrambi i titoli che oggi ampliano il rosso registrato nel corso della seduta di ieri: -1,23% per Telecom, -1,43% per Enel.