Banche italiane: aumenta la liquidità ma calano i prestiti. Ecco la classifica

Antonio Atte

27/10/2016

Banche italiane, la classifica dell’Ufficio Studi di Mediobanca: nel 2015 aumentano patrimonio e liquidità ma diminuisce il credito a famiglie e imprese.

Banche italiane: aumenta la liquidità ma calano i prestiti. Ecco la classifica

Banche italiane: la classifica di Mediobanca - Lo scorso anno gli istituti di credito del Belpaese, pur vedendo crescere patrimonio e liquidità, hanno erogato meno prestiti. Lo segnala l’Ufficio Studi di Mediobanca all’interno del rapporto annuale sulle principali società italiane.

Per quanto riguarda le aziende, nella graduatoria di Piazzetta Cuccia Exor-FCA conquista la vetta per il secondo anno consecutivo alla luce dei 136,4 miliardi di euro di ricavi conseguiti nel 2015, seguita da Enel (che si colloca al primo posto per gli utili) ed Eni.

Di seguito riportiamo invece la classifica delle prime dieci banche, calcolata sulla base del totale attivo tangibile (in migliaia di euro) per l’anno 2015:

  • Unicredit: 854.675.000
  • Intesa Sanpaolo: 669.279.000
  • Cdp - Cassa Depositi e Prestiti: 344.893.607
  • Banca Monte dei Paschi di Siena: 168.611.874
  • Banco Popolare: 118.467.475
  • Ubi Banca: 115.443.297
  • Banca Nazionale del Lavoro: 77.366.950
  • Mediobanca - Banca di Credito Finanziario: 70.300.362
  • Banca Popolare dell’Emilia Romagna: 60.746.067
  • Banca Popolare di Milano: 50.066.369

Banche italiane: aumenta la liquidità, calano i prestiti

Secondo Mediobanca, i crediti alla clientela (a imprese e famiglie) si sono attestati a 1.437 miliardi, in diminuzione di 15,4 miliardi (-1,1%): un calo più consistente di quello registrato dalla raccolta da clientela, che ha riportato una flessione di 6,4 miliardi (-0,4%).

Nell’ultimo anno la liquidità è aumentata di 3,9 miliardi (+24%), salendo a 20 miliardi, mentre i mezzi propri sono risultati pari a 225,5 miliardi, in aumento di 5,6 miliardi (+2,6%).

Banche italiane: qualità del credito resta il problema principale

La qualità del credito resta il problema principale delle banche italiane. A fine 2015 l’ammontare dei crediti deteriorati netti era pari a 198,1 miliardi, ovvero l’11,3% del totale dei crediti verso la clientela. Le filiali chiuse sono state 850, mentre i posti di lavoro perduti ammontano a 1.900.

Il CET1 ratio dell’intero sistema è risultato pari al 14,9%: superiore alla media il valore registrato dalle bcc (16,9%), mentre quello delle le banche popolari si è attestato al 13,5%.

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