Arrivano brutte notizie per tutti coloro i quali avevano indicato nelle auto ibride plug-in (PHEV) il futuro del settore automobilistico. Secondo un recente studio infatti si è scoperto che i consumi di queste auto nel mondo reale sono molto più elevati di quanto ipotizzato nei test di laboratorio.

Uno studio svela che le auto ibride plug-in consumano più di quanto ci dicono i test

Fraunhofer ISI e ICCT, in uno studio che è stato pubblicato nelle scorse ore, hanno rivelato che i consumi reali e le emissioni di CO2 delle auto ibride plug-in sono lontani dai valori di omologazione. Questo significa che tali vetture inquinano molto più di quanto si potesse pensare.

In questo studio di cui vi parliamo, che è stato pubblicato da pochissimo, i ricercatori hanno valutato oltre 100.000 PHEV nei principali mercati mondiali. Secondo questi studiosi dunque in realtà il consumo di carburante reale delle auto ibride plug-in e le emissioni di CO2 sarebbero da due a quattro volte superiori in media rispetto a cicli di prova come come NEDC o WLTP.

La maggiore o minore uniformità nell’utilizzo della modalità elettrica, la distanza media percorsa in modalità elettrica e lo stile di guida, sono solo alcuni dei fattori che influenzano queste discrepanze tra consumi stimati e consumi reali. Essi tra l’altro cambiano leggermente da paese in paese, a seconda dell’uso che si fa di tali veicoli e delle distanze percorse.

La maggior parte delle auto ibride plug-in ha un’autonomia completamente elettrica di omologazione da 30 km a 60 km (NEDC) ed elettrifica da 5.000 a 10.000 km all’anno, aumentando con l’autonomia. I loro risultati hanno portato Fraunhofer e ICCT a formulare raccomandazioni concrete per i responsabili politici a livello europeo. I ricercatori vogliono vedere i dati sull’utilizzo del mondo reale farsi strada nelle politiche.

Ad esempio, l’idoneità di uno specifico modello PHEV per le sovvenzioni dovrebbe dipendere dai dati di utilizzo del mondo reale, ad esempio quelli raccolti dai misuratori del consumo di carburante a bordo. Allo stesso tempo essi hanno anche raccomandato che le procedure dei test per le auto ibride plug-in vengano aggiornati per riflettere meglio i consumi e le emissioni reali.