Le previsioni degli economisti sui dati del mercato del lavoro australiano sono state ampiamente disattese in positivo la settimana scorsa.
I risultati effettivi sono stati di quasi sette volte superiori alle attese per il mese di marzo, registrando un incremento di 44.000 posti di lavoro per recuperare completamente i 15.400 posti di lavoro che sono stati persi nel mese di febbraio. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione si è confermato al 5,2%, invece di salire al 5,3% come molti avevano previsto.
Inutile dire che questo è stato uno shock totale per i mercati, i rapporti precedenti avevano fatto credere che si sarebbero viste perdite massicce di posti di lavoro, soprattutto nell’industria manifatturiera. Le aziende avevano dichiarato il mese scorso di essere costrette a ridurre le assunzioni a causa dell’incertezza economica globale. Ma, a quanto pare, questo non avrebbe potuto essere più lontano dalla verità.
Il lavoro full-time è cresciuto di 15.800 unità o dello 0,2% a marzo: il maggiore incremento mensile di quest’anno. Nel frattempo, i lavori part-time hanno visto un aumento maggiore, salendo di 28.200 unità, pari allo 0,8%.
A dire il vero, avremmo potuto vedere il tasso di disoccupazione scendere verso il basso di una tacca o due, se non altro perché più persone si sono unite alla forza lavoro e si sono messe a caccia di posti di lavoro il mese scorso. Secondo l’Australian Bureau of Statistics, il tasso di partecipazione, che misura il numero di individui in età lavorativa nella forza lavoro, è salito di due tacche dal 65,2% al 65,4% di marzo.
Ciò che questo dato significa è che più persone si sono sentite abbastanza sicure per cercare il lavoro, che è la situazione opposta a quella che abbiamo visto negli Stati Uniti il mese scorso.
Nel frattempo, il numero di ore lavorate è in aumento dello 0,6% a marzo, il che è un miglioramento decente, anche se non altrettanto notevole come l’incremento dell’1,1% che abbiamo visto nel mese di febbraio.
Si può dunque ritenere il rapporto sul lavoro abbastanza impressionante da tenere la Reserve Bank of Australia (RBA) lontana dal taglio dei tassi di interesse? Si ricordi che il governatore della RBA Glenn Stevens ha osservato la scorsa settimana che potrebbe annunciare un taglio dei tassi nella prossima decisione di politica monetaria il primo maggio.
Dato che la cifra reale è quasi sette volte il consensus, alcuni pensano che il rally sulla coppia AUD/USD da 1,0306 a 1,0385 dopo la pubblicazione del rapporto ha ricordato agli investitori che un taglio dei tassi non è ancora troppo sicuro.
Tuttavia, ci sono alcuni guru economici che avvertono di non essere troppo ottimisti sul fatto che la RBA voglia estendere la sua pausa nel taglio dei tassi d’interesse a quattro mesi. Dicono che il mercato del lavoro australiano è ancora lungi dall’essere in perfetta forma. In realtà, questi scettici pensano che l’occupazione stia semplicemente andando di traverso, dal momento che i recenti rapporti riflettono solo l’industria mineraria, recuperando i posti di lavoro persi nel settore manifatturiero dopo la crisi finanziaria del 2008.
Nonostante le diverse opinioni, però, sembra che entrambe le parti concordino sul fatto che il rapporto sull’inflazione di marzo (in uscita il 24 aprile), peserà molto sulla decisione della RBA sul tasso d’interesse. Così, sarebbe meglio non essere troppo eccitati fino ad allora.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it – Fonte: Piponomics.
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