Le notizie provenienti dall’Australia questa mattina possono dirsi piuttosto positive. I libri paga australiani sono infatti saliti più di quanto gli economisti avevano previsto nel mese di marzo, chiudendo così il miglior trimestre dal 2010, guidati da stati finanziari e di produzione industriale come la Victoria e il New South Wales.
In particolare, i libri paga hanno fatto registrare un incremento di 44.000 unità: a mostrarlo è stato un rapporto pubblicato oggi a Sidney dall’Ufficio di Statistiche. Il risultato registrato è quasi sette volte più grande della stima media per un aumento di 6500, fissata in un sondaggio effettuato da Bloomberg News su ventiquattro economisti. Il tasso di disoccupazione è invece rimasto al 5,2%, a fronte di attese per un aumento al 5,3%.
I dati odierni hanno mostrato un evidente rimbalzo del mercato del lavoro nel mese scorso, dopo 15.400 perdite di posti di lavoro nel mese di febbraio che hanno richiesto maggiori scommesse su un taglio dei tassi, dal momento che una valuta al di sopra della parità con il dollaro USA colpisce le compagnie esportatrici al di fuori del settore minerario.
BlueScope Steel Ltd. (BSL), il più grande produttore di acciaio del paese, ha infatti chiuso la sua divisione di esportazioni nello scorso mese di agosto; mentre Toyota Motor Corp. e General Motors Co. hanno tagliato posti di lavoro in Australia nel corso di quest’anno, proprio a causa della forza della valuta.
Ad ogni modo, il rapporto pubblicato oggi ha mostrato che nel primo trimestre di quest’anno, il numero di persone occupate è aumentato di 76700 unità: il più grande progresso trimestrale dagli ultimi tre mesi del 2010.
Il numero di posti a tempo pieno è avanzato di 15.800 unità a marzo, mentre il lavoro part-time è aumentato di 28.200 unità.
L’incremento nelle unità lavorative è stato guidato dal New South Wales, lo stato più popoloso del paese, con un incremento di 19.100 unità, e, in secondo luogo, dallo stato del Victoria, centro dell’industria manifatturiera, con un incremento di 11.500 unità. L’aumento del NSW è stato il maggiore degli ultimi dieci mesi.
Domino Pizza Inc. ha dichiarato il mese scorso di essere intenzionata a invertire la recente tendenza di perdite di posti di lavoro, prevedendo di assumere mille nuovi dipendenti su tutto il territorio australiano. I nuovi posti di lavoro saranno ben trecentocinquanta nello stato del Queensland, trecento nel New South Wales e centocinquanta nella Victoria, ha dichiarato l’azienda.
Il rapporto ha anche mostrato che il tasso di partecipazione, invece, che misura la popolazione in età lavorativa, è aumentato al 65,4% nel mese di marzo dal 65,2% un mese prima.
Non si può, infine, dimenticare la stretta correlazione dell’Australia con i mercati asiatici. La recente buona performance dell’economia australiana è infatti stata guidata dalle grandi esportazione nel settore minerario ed energetico verso Cina e India. Di questo ha positivamente risentito anche il mercato del lavoro, con incrementi delle unità lavorative negli stati con maggiori giacimenti minerari. Il rapporto pubblicato oggi ha infatti mostrato che nel settore minerario e dell’energia il Queensland ha aggiunto 7.800 posti di lavoro e il Western Australia ne ha aggiunti 4900. Senza contare che più di 25.000 nuovi lavoratori saranno necessari per completare i progetti di estrazione mineraria, di gas naturale e di trasporto nel Queensland entro la fine del 2012, secondo il gruppo Construction Skills Queensland. A questo si aggiunga che la Cina va sempre più puntando verso l’incremento dei consumi interni per favorire uno sviluppo del suo sistema economico. L’unica preoccupazione può provenire dall’India: proprio ieri, infatti, il ministro per l’energia Reddy ha dichiarato di voler sostenere un incremento della produzione energetica interna a fronte di un effetto sempre più pesante delle importazioni sull’economia nazionale. Ad ogni modo, il mercato del lavoro australiano ha ancora buone ragioni per continuare sulla via dell’ottimismo.
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