L’economia australiana è cresciuta nell’ultimo trimestre a metà del ritmo che gli economisti avevano previsto, dal momento che il calo registrato nel settore immobiliare ha dissuaso i consumatori dalle spese, determinando una contrazione dei rendimenti obbligazionari e il punto più basso in sei settimane per la valuta.
Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,4% nel quarto trimestre del 2011 rispetto ai tre mesi precedenti, quando fece registrare un incremento dello 0,8%, già più debole dei dati riportati in precedenza: questo è quanto ha mostrato nella mattinata di oggi un rapporto dell’Ufficio di statistica di Sydney. Le previsioni rispetto alla media di venticinque stime raccolte in un sondaggio di Bloomberg News era per una crescita dello 0,8%.
I prezzi delle case australiane sono scesi a partire dal 2011, dal momento che l’incertezza economica globale e le preoccupazioni circa il suo impatto hanno mantenuto a livelli piuttosto contenuti la domanda interna. Un indice che misura la media ponderata dei prezzi delle case in otto grandi città è scivolato del 4,8% rispetto all’anno precedente: questo è quanto ha mostrato un rapporto del governo pubblicato il 1 febbraio, il più grande calo annuo dall’inizio della rilevazione nel marzo 2002.
Il dollaro australiano, al quinto posto nella classifica mondiale delle valute più scambiate, si è rafforzato di circa il 3% quest’anno, in quanto gli investitori hanno scommesso che l’economia accelererà. La valuta ha toccato un picco semestrale di 1,0856 dollari il 29 febbraio scorso, dopo che la Banca Centrale Europea ha assegnato 529.5 miliardi di euro nella seconda tornata dell’LTRO.
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