Australia: dollaro in vista di nuovi picchi

Raffaele Guerra

06/03/2012

Australia: dollaro in vista di nuovi picchi

La RBA è ottimista

Nella sua ultima decisione sul tasso di interesse, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha deciso di mantenere i tassi invariati. Questo è stato una grande sorpresa per il mercato, che aveva pensato che la crisi del debito in Europa avrebbe indotto la banca a tagliare i tassi.

Secondo la banca centrale, nonostante gli eventi in Europa, altri dati puntano all’espansione. Sia negli Stati Uniti che in Cina, i dati economici hanno delineato un panorama «abbastanza robusto» negli ultimi due trimestri del 2011. I prezzi delle materie prime, però, hanno costituito una preoccupazione. Nonostante avessero abbandonato i loro massimi, erano ancora a livelli elevati, e avrebbero potuto crescere ulteriormente con un taglio ai tassi.

Gillard batte Rudd

Solo un paio di settimane fa, una nuvola nera copriva il panorama politico australiano, dal momento che l’ex primo ministro Kevin Rudd ha protestato contro Julia Gillard e ha pubblicamente contestato la sua leadership. In risposta, la Gillard ha chiesto un voto sulla leadership, per dimostrare che ha l’appoggio del partito laburista.

Questo ha gravato sul dollaro australiano.

Fortunatamente, però, la Gillard ha battuto Rudd, e lo ha fatto in modo convincente. Ha raccolto 71 dei 102 voti utili a fuggire con la vittoria. Ciò indica che ha il sostegno del partito laburista, che dovrebbe prendere il suo tempo per attuare le riforme richieste.

Inoltre, questo dovrebbe contribuire ad alleviare le preoccupazioni per l’intera situazione politica e invogliare i gestori di fondi a spostare i loro soldi verso l’Australia.

Crescita del sentiment in Europa e negli Stati Uniti

La Grecia è stato riconosciuto un secondo salvataggio di recente. Questo ha alleggerito un pò della tensione sui mercati, in quanto ha dimostrato che la zona euro non era sul punto di lasciare in default la Grecia e far si che il contagio prendesse il sopravvento. Questo ha contribuito a portare i rendimenti obbligazionari verso il basso, aumentando invece le azioni.

La scorsa settimana abbiamo visto anche la BCE effettuare un altro giro del suo programma LTRO. C’è un certo ottimismo per quanto riguarda i risultati, perché anche se la quantità (529,50 miliardi di euro) era più grande la prima volta, hanno partecipato banche di piccole e medie dimensioni. Queste banche forniranno in particolare il credito alle piccole imprese.

Nel frattempo, dall’altra parte dell’Atlantico, abbiamo registrato uno shock quando il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha detto in un discorso la settimana scorsa che non vi era alcuna necessità immediata di misure di liquidità supplementari.

Anche se di questo ha inizialmente beneficiato il dollaro USA, penso che questo potrebbe aumentare la propensione al rischio nel medio termine. E’ un segnale che la Fed crede nella ripresa dell’economia globale, il che dovrebbe incoraggiare un’assunzione di rischi nel medio e lungo periodo.

Cosa significa tutto questo per il dollaro australiano?

Il grafico settimanale del cambio AUD/USD suggerisce che la coppia potrebbe effettivamente iniziare un nuovo rally. Ha infatti continuato a resistere in un intervallo orizzontale relativamente stretto.

In circostanze normali, questo non significa nulla, ma il forte aumento nelle settimane precedenti e il consolidamento hanno comportato una tendenza rialzista. Se migliora il sentiment, la coppia potrebbe addirittura salire a nuovi massimi.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics